giovedì 22 febbraio 2024

Va all'asta la Dino 246 GTS del manager dei Led Zeppelin



Car & Classic mette all'asta la Dino 246 GTS di Peter Grant, l'uomo che ha guidato vita morte e miracoli della famosa band britannica dei Led Zeppelin. Un personaggio passato alla leggenda grazie al suo carisma e sulla cui vita sono stati girati documentari. È stato la mente imprenditoriale del gruppo durante tutta la sua esistenza, mantenendo sempre viva la fiamma di un simbolo del rock anni Settanta che ha fatto appassionare intere generazioni con il suo sound innovativo e la sua dirompente carica trasgressiva. Quale miglior gioiello a quattro ruote, allora, se non una favolosa Dino da abbinare a questa forte emozione di libertà? Una vera Stairway to Heaven, per dirla con uno dei pezzi più famosi del gruppo: una scala per salire in paradiso. Se non il paradiso stesso. Era il 1972 quando l'esuberante manager ha ordinato alla Maranello Concessionaires la versione aperta di questa meravigliosa Gran Turismo nata dalla Casa del Cavallino. Colore: Rosso Bordeaux non metallizzato e marrone per gli interni. Intanto i Led Zeppelin giravano il mondo in una serie di date che avrebbe dato vita al film concerto The Song Remains the Same.

Con le sue linee sinuose, la Dino è una delle auto più desiderate della storia. Uno dei capolavori mondiali assoluti del car design e dell'alta artigianalità italiana, nata dalla matita del grande stilista Aldo Brovarone per Pininfarina, con la carrozzeria firmata da Scaglietti. È equipaggiata con il motore Dino che prende il nome dal figlio di Enzo Ferrari (Alfredino, detto Dino) scomparso a soli 24 anni dopo aver sperimentato, appunto, il V6 di 2400cc che dà il nome al modello. Molto innovativa anche la posizione centrale posteriore trasversale del propulsore – alimentato da tre carburatori doppio corpo. Con i suoi 195 CV, la Dino 246 filava fino alla velocità di 235 km/h.


Come il resto della produzione, iniziata nel 1968 con la Dino 206 GT, anche la Spider, terzo ed ultimo capitolo del modello, venne marcata direttamente con il suo nome, senza il brand del Cavallo Rampante. Fu ottenuta dalla seconda versione, il Coupé Dino 246 GT, senza la parte superiore del padiglione e con accorgimenti quali la scocca rinforzata e un roll bar aggiunto nell'abitacolo per aumentarne la stabilità. La GTS è stata presentata al Salone di Ginevra del 1972: da allora, in due anni, ne sono stati prodotti 1.274 esemplari e ancora oggi, a più di mezzo secolo dal lancio, è capace di far sognare come poche altre vetture al mondo.

La vettura con telaio numero #06040 è una delle 235 esportate con guida a destra nel Regno Unito tra il 1972 e il 1973. Peter Grant ne è stato il primo proprietario: il secondo, subentrato dopo un anno, risiedeva a Londra, poi ne sono seguiti altrii due in Scozia. Nel febbraio del 1988 l'auto fu acquistata dalla Modena Engineering Ltd per il compleanno della moglie del titolare, dopo una riverniciatura e una revisione meccanica nel Surrey. E anche con l'aggiunta di nuovi pellami neri per l'interno e tappeti rossi, i quali sono stati poi ripristinati dal custode attuale in quanto ritenuti parte della storia dell'auto. Dopo alcuni lievi danni agli interni a causa di un incendio divampato in un garage all'inizio del 1990, la Dino è stata ceduta nel Buckinghamshire nello stesso anno. Lì il nuovo custode ha provveduto a far riparare il cruscotto e a sostituire il tachimetro danneggiati.


In quel periodo, diversi importanti specialisti Ferrari hanno lavorato all'esemplare, tra i quali GTO Engineering; finché, con altri due passaggi di mano, la Dino è giunta fino a noi in ottimo stato di manutenzione, pronta ad essere accolta da un nuovo appassionato. Molteplici sono i documenti originali che ne attestano la storia – compresa la fattura di vendita a Peter Grant – e non poche anche le pubblicazioni librarie in cui l'auto è citata, fra le quali il celebre volume sul modello Ferrari Dino di Anthony Curtis. Car & Classic stima un valore di vendita di 275.000-350.000 sterline e invita gli interessati ad avanzare le proprie offerte pre asta nella pagina dedicata.




F1Academy, Aurelia Nobels e Jessica Edgar pronte per la nuova stagione.



La diciassettenne brasiliana Aurelia Nobels scenderà in pista per la stagione 2024 della F1 ACADEMY con Art Grand Prix per la sua terza stagione in monoposto, dopo aver debuttato nel campionato brasiliano di Formula 4 del 2022 e aver gareggiato nella F4 spagnola e danese. Inoltre, Nobels ha vinto il programma FIA Girls on Track – Rising Stars nella categoria Senior e si è guadagnata un posto nella Ferrari Driver Academy.
L'anno scorso è scesa in pista sia nel campionato italiano F4 sia in quello Euro 4. Quest’anno ha già partecipato a due round della Formula 4 UAE.


Rodin Motorsport ha confermato Jessica Edgar, al suo secondo anno nella categoria e nel team inglese. Edgar scenderà in pista con Abbi Pulling e Lola Lovinfosse.

La carriera nelle monoposto della pilota è iniziata nel 2022 nel campionato inglese di F4, mentre in F1 Academy, Edgar ha conquistato un totale di quattro podi e una vittoria nell’ultimo round di Austin dell’anno scorso.

Foto Claudio Pezzoli-New Reporter Press




lunedì 19 febbraio 2024

FORMULA WINTER SERIES/ PER AKM MOTORSPORT PRIMO PODIO TRA I ROOKIE CON EMANUELE OLIVIERI





Il team AKM Motorsport ha concluso il secondo appuntamento della Formula Winter Series con il podio conquistato da Emanuele Olivieri, terzo tra i rookie nella conclusiva gara del week-end.
A Valencia il 15enne pilota di Asti ha dimostrato di essere in gran forma, benché appena reduce dal suo vero debutto nella Formula 4 a Jerez de la Frontera, soltanto pochi giorni prima. E nonostante la sua poca esperienza al volante della Tatuus-Abarth, Olivieri è riuscito a migliorarsi tanto da entrare per la prima volta nella top-10 assoluta, centrando il nono piazzamento.

"Considerando il livello abbastanza alto della serie, con molti piloti che hanno già un anno alle loro spalle, Emanuele ha fatto senz'altro un gran lavoro", ha commentato Marco Antonelli, numero uno del team AKM Motorsport.

Sabato il piemontese aveva concluso la prima gara (interrotta prematuramente da una bandiera rossa) con il 19° posto su un totale di 38 vetture, avviandosi dalla 12ª fila dello schieramento dopo che il primo turno di qualifica era stato cancellato per i troppi track-limits. In seguito Olivieri aveva centrato il 23° posto in Gara 2.

Bene anche il suo compagno di squadra Oleksandr Savinkov. L'ucraino ha chiuso 25° in Gara 1 e ben sette posizioni più avanti nella seconda gara. Infine, in Gara 2, è rimasto coinvolto senza colpe in un incidente ed è stato costretto al ritiro.

Ad ospitare il terzo e prossimo appuntamento della Formula Winter Series sarà il circuito del Motorland Aragón, nel week-end dell'1 e 3 marzo.

F4 / Slater vince il titolo UAE




L’ultimo round del campionato ha incoronato il vincitore della F4 UAE, che ha chiuso i battenti della serie 2024 sul circuito di Dubai.

A conquistare il titolo è stato Freddie Slater, in pista con una monoposto preparata da Mumbai Falcons Racing, che ha concluso la gara decisiva del campionato sul terzo gradino del podio. Un risultato sufficiente per assicurarsi il titolo della F4 UAE del 2024. 

Alle sue spalle, nella graduatoria assoluta, troviamo Kean Nakamura-Berta (Mumbai Falcons Racing) e Keanu Al-Azhari (Yas Heat Racing Academy)


Foto Claudio Pezzoli - New Reporter Press

domenica 18 febbraio 2024

A Taormina festeggiati i Campioni Italiani Aci Sport 2023


Taormina (Me) 17 febbraio 2024 - Taormina e la Sicilia sono state protagoniste, insieme ai campioni del motorsport, della due giorni dedicata alle Premiazioni dei Campioni Campioni Italiani ACI Sport dell’Automobilismo e del Karting 2023 e ai migliori piloti siciliani delle quattro ruote. Padrone di casa è stato il  delegato/Fiduciario ACI Sport Sicilia Daniele Settimo che, insieme al Presidente dell’Automobile Club D’Italia Angelo Sticchi Damiani, ha tributato i dovuti onori ai piloti che si sono distinti nelle varie discipline nel corso della stagione sportiva 2023. 


“Si è conclusa oggi questa bellissima kermesse siciliana - ha detto il presidente di Automobile Club d’Italia Angelo Sticchi Damiani - che ha visto in questa seconda giornata sfilare i Campioni Italiani Assoluti delle varie discipline del motorsport tricolore. Nonostante la stagione stia iniziando, i nostri campioni hanno risposto in massa all’invito di ACI per celebrare la chiusura di una stagione esaltante e l’inizio di un 2024 che ci auguriamo essere di grande interesse e passione. Il 2023 ha consacrato Automobile Club d’Italia come la federazione più importante a livello internazionale e la conferma di questo primato sarà l’obiettivo principale di questa stagione 2024”. 


“Una due giorni importantissima - ha detto il delegato fiduciario ACI Sport per la Sicilia Daniele Settimo - che ha visto una prima serata dedicata ai campioni siciliani, preludio della conclusiva dedicata ai campioni italiani in un periodo che congiunge la fine dei campionati 2023 con l’inizio incombente della stagione 2024. Siamo stati felici che la Sicilia ancora una volta abbia dimostrato di essere al centro della passione e dell’amore per il mondo dei motori, accogliendo tutti i campioni delle 4 ruote tricolori. La Sicilia mostra affetto, attenzione, passione e competenza. Il momento più toccante è stato certamente l’assegnazione del Premio Nino Vaccarella all’avvocato Montezemolo che ha ricevuto un riconoscimento nato per celebrare la memoria del nostro pilota siciliano di punta. La Sicilia guarda al futuro, in particolare con il nostro Minì e con tanti ragazzi che stanno crescendo all’interno delle serie nazionali partendo dal Kart” - conclude Settimo. 


A ricevere i prestigiosi riconoscimenti fra gli altri, il pilota romano Giancarlo Fisichella che, insieme a Tommaso Mosca su Ferrari 488 GT3 Evo 2020 della Scuderia Baldini, si è laureato campione italiano Gran Turismo Endurance 2023. 

A proposito di GT, onori di casa per il siciliano Simone Patrinicola, vincitore su Ferrari 488 Challenge del team Best Lap, insieme a Luca De Marchi e Sabatino Di Mare, della classe GT Cup Pro AM. 

Applausi a scena aperta per i vincitori del Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco, Andrea Crugnola e Pietro Elia Ometto che hanno trionfato su Citroen C3 di FPF Sport. 

Onori anche al Vincitore Assoluto del Campionato Italiano Velocità Montagna e del Gruppo E2SC: Simone Faggioli che, su Norma M20 FC della Best Lap, ha macinato ulteriori record. Per lui in questa stagione è arrivato il diciassettesimo titolo tricolore che, sommato agli undici europei, ha condotto il 45enne di Bagno a Ripoli a quota 28 corone, superando il record del leggendario Mauro Nesti, vincitore di nove titoli continentali e 17 nazionali. 


Premiati anche tutti i campioni delle affascinanti gare storiche sia del settore salita che del settore rally che hanno sfilato sul palco, elegantemente allestito da Automobile Club d’Italia insieme alla Delegazione ACI Sport Sicilia e l’Automobile Club di Messina, ricevendo i relativi titoli di Raggruppamento. Alfio Bordonaro su Suzuki New Grand Vitara è invece il vincitore del Campionato Cross Country. Celebrati anche i campioni del karting, vera e propria fucina di talenti per l’accesso al motorsport. Grande attenzione anche per i protagonisti del Campionato Italiano Grandi Eventi di regolarità Classica con gli equipaggi della prestigiosa scuola campobellese, tra i quali svettano Mario Passanante, Giovanni Moceri e Angelo Accardo, quest’ultimo recente vincitore del primo appuntamento del Tricolore 2024 del CIREAS alla Coppa Giulietta&Romeo.

L’intera manifestazione è stata trasmessa in diretta su ACI Sport tv sul canale 228 di Sky e sui canali social della Federazione ACI Sport, mentre nelle prossime settimane, seguiranno interviste, news e approfondimenti sulla riuscitissima premiazione il cui successo è stato garantito anche dalla preziosa collaborazione del sindaco di Taormina Cateno De Luca.


sabato 17 febbraio 2024

IL CLUB CLAY REGAZZONI CELEBRA I TRENT’ANNI DI ATTIVITA’ E SUPERA IL MILIONE DI EURO RACCOLTI



Thierry Boutsen, Andrea Montermini, Christian Pescatori, Thomas Biagi, per citare solo i piloti, ma aggiungiamo anche Giancarlo Minardi, la famiglia Regazzoni e Didier Debae, manager di esperienza nel mondo delle corse. E’ al loro cospetto e alla presenza di numerosi soci e altri ospiti, che si è celebrata la consueta serata del Club Clay Regazzoni per consegnare i fondi raccolti agli istituti ospedalieri che operano nell’ambito della paraplegia, per cercare di dare cura e supporto a coloro che si trovano a vivere questa condizione. Fu proprio Clay Regazzoni dopo il drammatico incidente di Long Beach nel 1980, con l’intento di fare qualcosa di concreto per aiutare chi si trovava nella sua situazione, a dare vita al club assieme all’amico Giacomo Tansini, poi supportato da Don Lugi Avanti; sempre sostenuti dalla famiglia Regazzoni alla scomparsa di Clay. Di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, le iniziative fatte per raccogliere fondi sono sempre più numerose e trovano grande accoglienza da parte dei sostenitori, pronti a fare una piccola donazione che porta poi ad un grande risultato. Infatti in 30 anni è stato raccolto e devoluto oltre un milione di Euro. Ogni anno a questo evento partecipano piloti e personaggi noti del mondo dei motori e in questa occasione “l’offerta” è stata particolarmente ricca. 
Thierry Boutsen, che parla un italiano impeccabile, ha corso in F.1 con Arrows, Benetton, Williams, Ligier, Jordan, vincendo tre G.P.. Ha fatto proprie anche una 1000 Km di Monza nel 1983 con Bob Wollek, la 24 Ore di Daytona nel 1985 e la 1000 Km di Spa nell’86, sempre con varie Porsche 956 e 962. Tanti podi, tra cui due secondi posti nella 24 Ore di Le Mans, altre vittorie sempre in GT/Prototipi negli anni ’90 con auto diverse, anche se Porsche è stato il marchio preferito. Infine l’avventura con la Toyota, e l’episodio che ha posto fine alla sua carriera in pochi ricordano: l’incidente occorso durante la 24 Ore di Le Mans nel 1999, che ha rischiato di lasciarlo paraplegico. Solo dopo vari interventi e lunghi mesi di riabilitazione con il Professor Saillant si è rimesso in piedi. Ben volentieri ha accettato l’invito di essere testimone della serata “G.P. della Solidarietà”, alla memoria di Clay Regazzoni, di cui Boutsen era amico nonché vicino di casa nel Principato di Monaco. Oltre a lui, presente anche Andrea Montermini, a lungo in F.1 con Simtek, Pacific, Forti, ma anche collaudatore per Scuderia Italia, Benetton e soprattutto Ferrari, vice-campione F.3000 nel 1992, e secondo a Monaco F.3 alla sua prima corsa su quel tracciato, tre vittorie con la Ferrari 333SP nell’IMSA con il team Momo di Giampiero Moretti, diverse gare in F.Indy alla soglia del podio, e i titoli assoluti GT Open. 
Christian Pescatori un test in F.1 lo ha fatto con Minardi, dopo aver vinto l’Italiano F.3 nel ’93, ma dopo il passaggio in F.3000 per arrivare in F.1 servivano troppi sponsor. Così è passato ai Prototipi e alle GT, dove ha ottenuto ben sette vittorie con la Ferrari 333SP e tanti podi, poi quella importantissima nelle 12 Ore di Sebring con l’Audi ufficiale, con la quale è giunto due volte 2° nella 24 Ore di Le Mans e altri successi con la Ferrari che gli hanno fatto conquistare il titolo Sports Racing World Cup nel 2000 e quello FIA GT nel 2001, correndo con team prestigiosi, su tutti BMS Scuderia Italia e JMB. 
Thomas Biagi, dopo la trafila in F.3 e F.3000, ha raggiunto anche lui l’apice nella categoria GT, fregiandosi di due titoli nel 2003 con la Ferrari 550 della BMS Scuderia Italia e nel 2007 con il Team Vitaphone e la Maserati MC12, vivendo l’epopea racing di questa straordinaria vettura. Tanti altre corse e soddisfazioni in Superstars e GT, poi qualche sfizio di provare una F.1 se lo è tolto comunque: con la Midland a Jerez, ma prim’ancora con Minardi, Jordan e le rosse di Maranello nei Ferrari Days. Presente come sempre, anche Giancarlo Minardi, protagonista della storia della Formula Uno e promotore dei piloti italiani e di giovani talenti come Alonso, nella massima categoria. 

Il prossimo appuntamento con il Club Clay Regazzoni è fissato per il 15 marzo, per l’apertura del nuovo Museo del Club a Lodi presso la sede dell’Oratorio San Bernardo, con tanti cimeli donati da piloti amici del Club. A seguire, ai primi di maggio, l’appuntamento con la Mostra di Auto Sportive e il G.P. Oratorio San Bernardo. 

Per chi volesse associarsi, bastano solo 20 Euro per aderire a Club e fare del bene. Per info: www.clubclayregazzoni.it.

- Foto Club Clay Regazzoni





FIA WEC / Nuova sfida per Rovera con la Ferrari 296


Quella del 2024 sarà la quarta stagione consecutiva di Alessio Rovera nel Mondiale Endurance. Il 28enne pilota ufficiale della Ferrari rilancia lasfida con la novità della 296 GT3 per la prima volta impiegata nel FIA World Endurance Championship, dove sarà inserita nella nuova classe LMGT3, l’unica riservata alle vetture Gran Turismo e dove LM sta naturalmente per Le Mans. In giugno l’ambita 24 Ore francese sarà come da tradizione l’evento clou del calendario iridato, in partenza il 2 marzo con la 1812 Chilometri del Qatar e tappa casalinga in programma alla 6 Ore di Imola il 21 aprile.


Per la nuova stagione mondiale, Rovera farà parte del team Vista AF Corse, presentato giovedì (15 febbraio) a Milano. Il driver varesino guiderà la Ferrari 296 LMGT3 rosso-argento numero 55 in equipaggio con due nuovi compagni di squadra: François Heriau, pilota francese classe 1983 classificato FIA bronze, e Simon Mann, giovane britannico-statunitense classe 2001 con già diverse stagioni all’attivo nel FIA WEC.

Con la Ferrari, al volante del precedente modello impiegato nel campionato, cioè la 488 GTE, Rovera vanta già i trionfi alla 24 Ore di Le Mans e del titolo GTE Am nel 2021, mentre nel 2023 ha vinto la 6 Ore di Spa. Nel 2022, invece, intermezzo iridato con titolo LMP2 Pro-Am su Oreca 07, centrando la corona al primo tentativo fra i Prototipi.

Rovera dichiara in vista del 2024 iridato: “Il Mondiale Endurance è un palcoscenico unico, frequentarlo con i colori della Ferrari rappresenta una motivazione in più. Partiremo con la premessa del massimo impegno in un campionato ancor più ricco di fascino, competizione e grandi sfide, maggiori rispetto allo scorso anno, a iniziare dal fatto che per merito del cambio dei regolamenti troveremo più costruttori e rivali al via. Porteremo all’esordio mondiale la nuova 296 LMGT3 con una livrea molto bella e non vedo l’ora di presentarmi a Lusail con il team al completo. Sono previste più gare e visiteremo dei circuiti inediti per me, proprio in Qatar ma anche in Brasile e Stati Uniti. Ci attende un lavoro davvero intenso, ma ne sono gratificato. Squadra unita,competitività e strategia saranno le nostre armi per portare il più in alto possibile la 296 LMGT3”.


FIA World Endurance Championship: 24-25 febbraio test in Qatar (official prologue); 2 marzo 1812 km del Qatar; 21 aprile 6 Ore di Imola; 11 maggio 6 Ore di Spa; 15-16 giugno 24 Ore di Le Mans; 14 luglio 6 Ore di San Paolo; 1 settembre Lone Star Le Mans (Austin);15 settembre 6 Ore del Fuji; 2 novembre 8 Ore del Bahrain


Audi Sport Italia, 40 anni da protagonista nei rally e in pista




Il 17 febbraio del 1984 alle 17.08 un'Audi Quattro col numero otto sulle portiere scattava sulla prova speciale di Condado Jaruco, la più breve di tutto il Rally Costa Brava coi suoi 4 chilometri scarsi. Al volante c'era Michele Cinotto e si trattava dei primi metri percorsi in gara da un team che domani spegnerà quaranta “candeline”: Audi Sport Italia. Sul sedile di destra della Gruppo B tedesca c'era Emilio Radaelli: co-pilota di un'accoppiata che avrebbe concluso in bellezza la gara di esordio tornando prima sul palco di arrivo a Lloret de Mar e anima della nuova squadra, da quel giorno e fino ad oggi.

A distanza di tanto tempo il manager monzese ricorda: "malgrado quella prima presenza fosse frutto di un mix di collaborazioni, dall'officina a Vienna dei fratelli Schmidt a furgoni noleggiati alla Tamauto, quel primo risultato dava motivo a Roland Gumpert, allora a capo di una Audi Sport impegnata a tempo pieno nel Mondiale Rally, di ritenere che non fosse stata una cattiva idea spronarci e sostenerci nell'avviare una squadra che affrontasse le gare dell'Europeo".

Pochi mesi dopo, nel 1985 e 1986 sarebbero arrivati i primi titoli, gli "scudetti" italiani riservati ai migliori piloti del Gruppo A, con le 80 Quattro e Coupé Quattro.

Quella conosciuta nel primo decennio di vita come Audi Sport Europa Team e che aveva operato soprattutto anche se non esclusivamente nei rally, 10 anni dopo, 30 anni fa, cambiava nome diventando Audi Sport Italia. Radaelli ricorda il dietro le quinte della nascita di quell'impegno: "la partecipazione al Superturismo e la denominazione Audi Sport Italia è nata durante un viaggio invernale con Antonio Cerlenizza, allora a capo della marca Audi per l'importatore italiano, che si chiamava ancora Autogerma. Gli avevano appena consegnato una delle primissime Audi A8 uscite e la battezzava praticamente con quel viaggio. Quando siamo arrivati a destinazione, aveva preso forma la partecipazione con due 80 Competition al Campionato Italiano Superturismo ed era stata decisa la denominazione che usiamo ancora oggi. Cerlenizza avrebbe poi sostenuto il nostro ingresso anche nel campionato Superstars con le Audi RS4".

Dopo tante vittorie e titoli nei rally e gare turismo con piloti i cui nomi son finiti nei più prestigiosi albi d’oro, gli ultimi cinque lustri sono invece stati monopolizzati dalla presenza nello spazio del Gran Turismo. E anche in quegli inizi c'è stato un viatico da parte di un nome la cui carriera è stata collegata indelebilmente ai quattro anelli: "oggi siamo senza dubbio la squadra con la più lunga partecipazione continuativa alle competizioni con Audi. Ma lo eravamo già nel 2009. Infatti il Dottor Wolfgang Ullrich, capo di Audi Motorsport e in quel periodo fresco di vittorie alla 24 Ore di Le Mans, consegnò proprio ad Audi Sport Italia la prima R8 LMS allestita per la categoria GT3".

Nel 2024 la squadra con sede nel novarese continuerà in quella attività arrivata al quarantesimo compleanno partecipando al Campionato Italiano Gran Turismo, ma prima il suo fondatore è atteso da un fuori programma. Dal 14 al 16 marzotornerà a far coppia con Cinotto su una Audi Quattro nel 72° Rally Costa Brava. Ormai diventata gara parte integrante del Campionato Europeo FIA dei rally storici, come ai tempi della prima vittoria della squadra richiamerà una folla di tifosi catalani, questa volta all'insegna non solo della passione ma (anche) della nostalgia per il periodo d'oro delle gare su strada.

Credits: Audi Sport Italia, Ufficio Stampa





Ferrari vs Ford, uno scontro epico nel motorsport che rivive a Monza grazie al M.A.M.S



di Massimo Campi

Foto ©Raul Zacchè e Archivio Marasca


Una guerra, quella tra Ferrari e Ford, durata dal 1964 al 1967, dopo la rinuncia di Enzo Ferrari a vendere la fabbrica di Maranello al colosso americano e la conseguente reazione di Henry Ford II° che ha messo in campo tutte le sue forze per sfidare il piccolo costruttore italiano che, ogni lunedì, era protagonista delle prime pagine dei giornali con le sue vittorie. Paolo Marasca, giornalista ed autore di diversi libri sulla sfida che ha appassionato il pubblico motoristico negli anni ’60 del secolo scorso, ha tenuto un incontro a Monza, con MonzaAutoMotoStoriche.

La contesa tra il Drake di Maranello ed il capitano di Detroit inizia ufficialmente nel 1964 quando la Ford debutta in Europa con la Ford GT alle prove della 24 ore di Le Mans, ma tutto parte tempo prima –precisa Paolo Marasca - quando tra Enzo Ferrari ed il colosso americano c’è stata una lunga trattativa per l’acquisto della fabbrica di Maranello. Enzo Ferrari, quasi sul punto di firmare la cessione dello stabilimento alla Ford, ha un momento di orgoglio, ci ripensa ed annulla la trattativa.

Il desiderio di Henry Ford è quello di dare agli americani una vettura sportiva granturismo a basso costo, come era nella filosofia americana, ma la Ferrari era una auto riservata ad una elite e non poteva essere una vettura per tutti!

Si sarebbe dovuto fare una Ford-Ferrari per la produzione di serie ed una Ferrari-Ford per la gestione dell’attività sportiva ma tutto salta in una riunione a Maranello

Era ormai tarda ora ed Enzo Ferrari chiese quale era la sua autonomia nel prendere decisioni riguardo alla squadra corse. La risposta fu che al massimo poteva essere per una spesa inferiore a 10.000 dollari. Ferrari si alzò in piedi, fece volare sul tavolo le bozze dell’accordo e li mandò tutti a quel paese I funzionari non poterono fare altro che telefonare a Detroit comunicando il fallimento delle trattativa. Henry Ford II fece subito contattare tutti i migliori progettisti di auto da competizione del mondo, lscelta cadde sulla collaborazione con Erick Broadley il patron della Lola, che aveva già pronto un prototipo su cui si sarebbe potuto montare un V8 di Detroit e da quel prototipo nacque la Ford GT40

Il primo anno la Ford ha bisogno di esperienza e collaudi

La nuova vettura venne fatta debuttare alla 1000 Km del Nurburgring 1964 con Phil Hill e Bruce McLaren, la GT40 ha inizialmente il cambio realizzato da Colotti che causa diverse rotture in gara per mancanza di affidabilità. Le GT40 alla 24 Ore di Le Mans 1964 sono veloci in prova ma le Ferrari dominano la gara ed occupano tutti i gradini del podio. Vincono Vaccarella-Guichet con la 275P seguite da due 330P

Inizia la stagione 1965, dopo la delusione di Le Mans 1964, Roy Lunn, il responsabile della Ford, affida lo sviluppo Carrol Shelby. 

“Nella struttura americana di Carrol Shelby viene sviluppata la GT40 che diventa una valida macchina da corsa nelle mani del progettista Phil Remington ed il pilota/collaudatore Ken Miles. Shelby era un ex pilota che aveva vinto a Le Mans con la Aston Martin, per un problema cardiaco aveva dovuto smettere con le competizioni ed aveva realizzato una propria casa costruttrice, la AC Cobra, Ken Miles è il pilota collaudatore della casa americana. E’ un ottimo collaudatore, ma un uomo con un carattere roccioso e difficile, poco incline al compromesso ed alle politiche sportive. Dopo le nuove evoluzioni gli americani dominano la prima parte della stagione con La Ford GT40 che ottiene la prima vittoria il 1 marzo 1965 a Daytona con Miles/Ruby, ed a Sebring 1965 arriva la prima vittoria della Chaparral con Jim Hall ed Hap Sharp

Si arriva alla tanto attesa 24 Ore Le Mans 1965, cosa successe in quella gara? 

“Sarà una edizione molto tirata. Ferrari e Ford corrono allo spasmo e tutte le macchine ufficiali di entrambe le squadre non arrivano in fondo per incidenti o problemi meccanici. Vince la Ferrari 250LM del Team Nart con Jochen Rindt e Masten Gregory, ma nella notte, sotto la pioggia e nella nebbia, sale anche il pilota di riserva Ed Hugus. Nessuno aveva potuto comunicare con il dovuto anticipo la sostituzione alla Direzione Gara, Hugus non viene poi nominato nella classifica pena la squalifica e la vera storia di quella notte è venuta a galla solo qualche anno fa dopo la morte di Ed”

Si arriva al Le Mans 1966, con il primo grande successo della Ford nella gara della Sarthe

La stagione 1966 inizia con il dominio della Ford a Daytona e Sebring con Ken Miles e Lloyd Ruby, mentre la Ferrari vince a Monza con John Surtees e Mike ParkesLa Ford GT40 con il V8 di 7 litri domina Le Mans 1966 contro la Ferrari 330P3 con il 12 cilindri di 4 litri. Vince Bruce McLaren davanti a Ken Miles rubandogli la vittoria. A pochi giri dalla fine, Henry Ford ordina alla squadra di fare un arrivo in parata. Ken Miles è in testa ma deve sottostare agli ordini di scuderia e si lascia raggiungere da Bruce McLaren. A poche decine di metri dal traguardo il neozelandese accelera e le macchie passano quasi appaiate sul traguardo. Ai fini della classifica la vittoria va alla Ford di Bruce McLaren e Chris Amon che era partita qualche metro più indietro della vettura di Miles e Hulme, quindi aveva fatto più strada, una vera beffa per Ken Miles! 

Per la stagione 1967 la Ferrari realizza la 330P4.

“La 330P4 è una evoluzione della precedente P3, una delle più belle vetture realizzate a Maranello che porterà nuovamente il titolo mondiale alla scuderia italiana. La Ferrari ad inizio 1967 vince a Daytona, con la parata per la stampa ideata da Direttore Sportivo Franco Lini, che avrà un grandissimo effetto sui media americani e mondiali.  A Le Mans 1967 vince la Ford Gt MK IV di Dan Gurney e A.J.Foyt in una gara sotto la pioggia con molti incidenti e rotture. A Brands Hatch, ultima gara della stagione, la Ferrari vince il titolo mondiale arrivando seconda dietro la Chaparral di Hill-Spence. Al volante ci sono Amon e Jackie Stewart, e sarà l’unica volta che il campione scozzese si siederà dentro l’abitacolo di una Ferrari ufficiale. Dopo il 1967 La Ford nel 1968 e 1969 continua a vincere nella gare di durata con la GT40 di 5 litri del Team di John Wyer.”



venerdì 16 febbraio 2024

Motocross: Internazionali d’Italia a Mantova, foto di Davide Stori

Motocross: Internazionali d’Italia
Mantova, 11 Febbraio 2024

foto di Davide Stori
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