venerdì 10 ottobre 2025

LOMBARDIA RALLY CUP: CAMBIAGHI, PAGANONI E MIELE AL SEBINO MUOVONO LA CLASSIFICA E PREPARANO UN “VILLA D’ESTE” ENTUSIASMANTE


Lovere (BG), 10 ottobre 2025 - Il Rally del Sebino ha segnato il penultimo atto della Lombardia Rally Cup prima del gran finale che si terrà a fine ottobre sulle strade del Rally Aci Como-Trofeo Villa d’Este a fine mese. 

Ad approfittare della corsa bergamasca sono stati in molti che hanno così potuto saggiare le bontà di un rally distribuito su due province giacché la corsa della Sebino Eventi- uno dei promoter privati della serie- ha toccato anche il territorio bresciano. Tra coloro che stanno affrontando con assiduità le corse regionali vi è Simone Miele che, questa volta affiancato da Luca Beltrame, ha vinto il Rally del Sebino incamerando diciotto preziosissimi punti che lo proiettano nuovamente nelle zone di vertice della generale; ora il pilota valtellinese di origini varesine è quinto ma la coperta davanti è corta perché il secondo posto di Rally4 vale il secondo ed il terzo posto assoluto di LRC per Moreno Cambiaghi e Giulia Paganoni che nell’occasione hanno debuttato sulla Lancia Ypsilon. Se Giulia Paganoni attualmente è prima del femminile, non potrà dormire sonni tranquilli in vista della corsa lariana perché incombe in graduatoria Federica Mauri: al momento, avendo gareggiato in un’altra categoria- la R3C insieme a Davide Todeschini, terzi di classe- la giovane erbese neo campionessa italiana appare con due punteggi differenti ma al termine della stagione i punti verranno sommati e quindi per la vittoria “rosa” si candida prepotentemente anche lei. Tra i presenti al Sebino punti importanti li hanno acquisiti il copilota Luca Beltrame (ora a 21 punti), il driver camuno Ilario Bondioni (secondo assoluto al Sebino ed ora a quota 16 punti) e l’orobico Luca Gualdi (15), uno in più dell’amico rivale Giacomo Perego che sulle sponde del lago d’Iseo ha conquistato tre punti salendo a 14.

Uno sguardo alle categorie

Federica Mauri è in lizza per più ambiti: oltre al femminile è infatti in seconda posizione (25 pt) nella graduatoria Under25 attualmente comandata dal varesino Andrea Sassi (33) che con Crugnola si sta “facendo bastare” due vittorie assolute al Laghi e al 1000 Miglia. Terza con 15 punti Elisa Carriero. Anche l’Over55 è tutta da giocare. Maurizio Mauri non ha corso al Sebino al contrario del valtellinese Giordano Formolli che con 8 punti ha così appaiato Mauri in cima alla classifica con 14 punti. Al Rally di Como i verdetti conclusivi. 

Tutte le classifiche sono on line sul sito www.automobileclublombardia.it

(Luca Del Vitto)

Carrera Cup Italia / Giuseppe Guirreri pronto per il round di Misano


Misano, 10 ottobre 2025. Giuseppe Guirreri è pronto per la volata conclusiva della Porsche Carrera Cup Italia, che a Misano entra nel vivo questo weekend con il quinto e penultimo round di una stagione che vivrà il suo epilogo a fine mese sul tracciato di Monza.
Il pilota siciliano è intenzionato a dare seguito al suo momento sì, dopo che nel precedente appuntamento di Imola di due settimane fa era stato protagonista di una Gara 2 tutta in rimonta che lo ha portato a concludere nella top-10 su un totale di 35 vetture al via, risalendo 14 posizioni.

Il diciottenne pilota del team Prima Ghinzani Motorsport è intenzionato a fare ancora meglio, confidando magari su una qualifica questa volta esente da problemi di sorta.
L'ultima apparizione di Guirreri sul circuito romagnolo risale a inizio maggio, in occasione della tappa d'apertura della serie tricolore riservata alle 911 GT3 Cup della Casa di Stoccarda, quando per una serie di circostanze aveva tuttavia tribolato più del dovuto.

Dopo le prove libere di oggi, domani si svolgeranno le qualifiche a partire dalle ore 9.50, mentre la prima delle due gare della durata di mezzora più un giro scatterà alle 16.00. Domenica Gara 2 prenderà infine il via alle 12.00. Entrambe le gare verranno trasmesse in diretta tv su DAZN e disponibili in live streaming su www.carreracupitalia.it.


LA TARGA FLORIO CLASSICA TORNA IN SICILIA


Con la presentazione ufficiale presso la sede dell’Automobile Club d’Italia, a Roma - alla presenza del Commissario Straordinario ACI, Tullio Del Sette, del sub-commissario Giovanni Tombolato, del presidente eletto Geronimo La Russa e del Presidente dell’Automobile Club di Palermo Angelo Pizzuto - è scattato ufficialmente il conto alla rovescia della Targa Florio Classica 2025, rievocazione storica, in chiave sportiva di regolarità, della gara automobilistica più antica del mondo e appuntamento decisivo del Campionato Italiano Grandi Eventi per vetture storiche e moderne, che si svolgerà in Sicilia dal 16 al 19 ottobre prossimi. Organizzata da Automobile Club d’Italia e AC Palermo, la Targa Florio Classica 2025 gode del prezioso supporto della Regione Sicilia, per volontà del suo presidente, onorevole Renato Schifani. Saranno 147 gli equipaggi – quasi 230 i partecipanti - in lizza per il Tricolore dei Grandi Eventi 2025, a testimonianza di un interesse sempre crescente per un evento che è sinonimo di storia, cultura, bellezza, sportività. Come sempre, le fasi salienti saranno raccontate su ACI Sport Tv, Sky canale 228 TV Sat canale 52. Tutte le informazioni sono disponibili su: www.targa-florio.it e www.acisport.it

“La Targa Florio Classica - ha dichiarato il Commissario straordinario di ACI, Generale Tullio Del Sette - è un altro di quei memorabili appuntamenti che coniugano spirito sportivo e valorizzazione del patrimonio motoristico e del genio creativo italiani”. 

“Queste manifestazioni – ha sottolineato Del Sette - non sono solo un’occasione per il pubblico per riavvicinarsi a vetture storiche di grande valore ma rappresentano anche un modo per continuare nel solco di una tradizione già lunga di passione per il mondo dell’automotive. In questo caso, si rievoca la gara più antica e certamente una delle più suggestive del panorama automobilistico sportivo nazionale e internazionale. Una sfida, quella sulle strade siciliane, particolarmente emozionante anche per la bellezza e la storia del paesaggio percorso dai veicoli in gara.” 

“Il nostro plauso – ha concluso il Commissario Straordinario ACI - a coloro che con amore, sacrificio ed entusiasmo sono riusciti a mantenere viva, in questi anni, una così nobile e affascinante tradizione. Non ho dubbi che l’edizione 2025 avrà, come sempre, un successo straordinario, contribuendo a ricreare atmosfere pionieristiche e incantevoli, sia per il pubblico che per i partecipanti”. 

“La Targa Florio Classica rappresenta la continuità di una storia che appartiene allo sport ed al Paese - sottolinea il Sub-commissario ACI con funzioni di Presidente ACI Storico, On. Giovanni Battista Tombolato - È una gara vera, che conserva il rispetto per le regole, per la meccanica e per la tradizione, ma che allo stesso tempo guarda avanti, con lo spirito di chi crede ancora nel valore della competizione come forma di cultura. ACI Storico è parte integrante di questo percorso. L’impegno quotidiano del Club è rivolto a valorizzare la storia dell’automobile come parte della nostra identità nazionale, sostenendo chi ne tramanda i valori e la cultura”.

“Per storia, tradizione, fascino e prestigio – ha dichiarato Geronimo La Russa, Presidente eletto dell’ACI - la Targa Florio non ha eguali. È un emblema dell’Italia e del suo modo di interpretare l’auto e le corse motoristiche. Nel 1906 Vincenzo Florio la definiva una sfida al tempo, un inno al progresso e alla sperimentazione: dopo 119 anni, grazie anche all’incessante lavoro dell’ACI e dell’Automobile Club di Palermo in sinergia con le Istituzioni locali, ‘a cursa esprime ancora l’eccellenza non soltanto delle vetture che la animano, ma anche del territorio che la incastona, mostrandosi al mondo nell’unicità di un gioiello straordinario”.

La Targa Florio Classica 2025 - poco meno di 600 chilometri complessivi - si svilupperà su due tappe. La prima sarà di circa 293 chilometri, in direzione del trapanese “Sulle Strade delle Saline” nella quale i concorrenti si muoveranno alla volta di Marsala, del suo suggestivo “Stagnone” e delle Cantine Florio, attraversando anche la straordinaria area archeologica, e patrimonio UNESCO, di Selinunte, tra templi e mare. La seconda - 303,86 chilometri - si svilupperà sui tornanti delle Madonie, che hanno contribuito alla nascita del mito della “Cursa”, palcoscenico privilegiato per i più grandi piloti, come Nino Vaccarella. A questo proposito l’AC di Palermo, presieduto da Angelo Pizzuto, ha deliberato l’intitolazione permanente della prova speciale denominata “TARGA” al professore Ninni Vaccarella. 

La cerimonia di partenza è fissata per giovedì 16 ottobre alle ore 18.00 dalla centralissima Piazza Verdi, a Palermo, dov’è previsto l’ormai tradizionale abbraccio col pubblico siciliano. Quartier generale, ancora una volta, l’esclusivo Marina Yachting di Palermo, che tornerà ad ospitare verifiche, segreteria, sala stampa e premiazioni. Domenica 19 ottobre, a gara conclusa, gli equipaggi potranno proseguire il loro weekend siciliano con una tappa facoltativa di 43,12 chilometri verso Monreale, cittadina che sovrasta Palermo, dalla quale si gode un suggestivo panorama sulla Conca D’Oro.

AUTO DA SOGNO
Tra gli equipaggi: Francesco e Giuseppe Di Pietra (Fiat 508C Franciacorta Motori), già vincitori nel 2024 - che guidano la classifica del Campionato, Mario Passanante e Alessandro Molgora (Fiat 508C), Angelo Accardo e Caterina Vagliani (Fiat 508C); la scuderia Classic Team schiererà il presidente Corrado Corneliani (Lancia Aprilia del ’37), insieme al pluricampione Giovanni Moceri; Matteo Belotti e Ingrid Plebani (Fiat 508C), attualmente terzi in Campionato, Carlo Beccalossi e Marzia Marchioni (Lancia Aurelia B20 GT). Luca Patron e Steve Clark saranno in Sicilia su una MG L-type Magna del 1933. 
Tra le auto più recenti, spiccano la Fiat Dino Spider del 1969 del Messina Classic Team (che schiera ben 13 equipaggi), condotta dallo chef internazionale Carlo Cracco, che dividerà l’abitacolo con Federico Sella, Ceo e Direttore generale di Banca Patrimoni Sella; la Lancia Fulvia Sport del 1972 dell’Amministratore delegato della celebre azienda italiana di design automobilistico Zagato, Andrea Zagato e della consorte Mariella, nipote di Renzo Rivolta, fondatore del marchio di auto e moto classiche ISO Rivolta. Poi ancora la Porsche 356 A del 1957 di Stellario e Maria Luisa Verzera, dell’omonima etichetta vinicola (partner dell’evento), la Porsche 911 Targa 2.7 Unificata di Enrico Colombo, Direttore generale di ACI Global Servizi (partner dell’evento), la Lancia Aurelia B24 di Jean Vincent e Lee Martin Hernandez Kierulf. La vettura più anziana in gara sarà la Chrysler 72 del 1927, condotta da Arturo Cavallari e Petronilla Pezzotti. 
Significativa anche la partecipazione delle Gran Turismo stradali prodotte dal 1991 - che si contendono l’alloro del Campionato Italiano Grandi Eventi Auto Moderne - così come le ottanta “Rosse” del Ferrari Tribute to Targa Florio, provenienti da 20 nazioni diverse, dal Belgio alla Finlandia, dalla Francia agli Stati Uniti, dall’Ucraina al Messico.

NON SOLO AUTO
La Targa Florio Classica 2025 avrà un prologo convegnistico al Museo Storico dei Motori e dei Meccanismi dell’Università degli Studi di Palermo alle 18,30 del 15 ottobre, con l’incontro: “Il valore culturale della Targa Florio”. Sportivi e studiosi daranno voce alla loro passione con lo scopo di tramandare un patrimonio tanto importante per l’isola. In concomitanza, si terrà la mostra di antiche istantanee di Piergiorgio Ferreri sulle tre ultime Targa Florio mondiali, su iniziativa della Commissione Cultura dell’A.C. Palermo, presieduta da Salvo Requirez.

(Ufficio Stampa Targa Florio Classica)

Castellotti, una vita di corsa



Debutto da dimenticare per Eugenio Castellotti nel mondo delle corse. E’ il 1° Aprile 1951, la corsa il Giro di Sicilia, l’auto la sua Ferrari 166 MM Barchetta, condivisa con l’amico Pino Rota. Non vedono la bandiera a scacchi, costretti al ritiro dopo alcune uscite di strada. Ma poco più che ventenne, il  pilota lodigiano pensa già alla seconda gara. Meno convinto il suo compagno di abitacolo che, però, alla fine di Aprile si lascia convincere e lo segue a Brescia per condividere la Ferrari 166 MM nella 1000 Miglia. Eugenio conclude al 50° posto assoluto, sesto di classe. Risultato di rilievo per un pilota alle prime esperienze agonistiche. Segno che gli assidui allenamenti serali sulla via Emilia tra Lodi e Milano non sono inutili. Coppa della Toscana, Coppa delle Dolomiti e Giro delle Calabrie, concluso al terzo posto di classe, sono le altre uscite della prima stagione di corse.
Castellotti è un giovane di talento. La conferma nel 1952 con i colori della Scuderia Guastalla di Luigi Chinetti e Franco Cornacchia. E il primo successo. Dopo la vittoria di classe al Giro di Sicilia, ecco quella assoluta alla Coppa d’Oro di Sicilia con la Ferrari 225 S. Al suo fianco c’è Annibale Broglia. Come alla 1000 Miglia che lo vede subito tra i protagonisti prima del ritiro per una uscita di strada quando è secondo assoluto. La stagione prosegue con altre due vittorie a Oporto, sempre con la 225 S, e a Senigallia con la 166 MM. L’esperienza alla Scuderia Guastalla è positiva per Eugenio che beneficia della presenza di piloti di fama internazionale del calibro di Alberto Ascari e Gigi Villoresi. 

La stagione 1953 inizia però con poca fortuna. Fuori al Giro di Sicilia, fuori alla 1000 Miglia, disputata con una Ferrari 340 Mexico Berlinetta Vignale. Con una 212 S riesce a salire sul gradino più alto del podio del Trofeo Sardo, ma i risultati migliori arrivano nelle corse in salita con le vittorie in due classiche come la Varese-Campo dei Fiori e Bolzano-Mendola. E’ campione italiano della montagna. 

Le prestazioni di Eugenio non passano inosservate. E’ estremamente veloce e sempre più affidabile ed arriva la chiamata della Lancia che gli mette a disposizione una D24 per le gare di durata. Ma alla 1000 km del Nurburgring, che dovrebbe correre con Giovanni Bracco, non riesce a prendere il via a causa di problemi elettrici. Un’altra corsa leggendaria, la Carrera Panamericana, lo vede al terzo posto finale alle spalle di Fangio e Taruffi, che però potevano disporre di auto più performanti. 

Castellotti diventa pilota Lancia nel 1954 e nella scuderia torinese trova Alberto Ascari, due volte iridato di Formula 1. Ancora due ritiri in apertura di stagione a Sebring – con Fangio su una D24 – e alla 1000 Miglia, sempre su D24. Le corse in salita portano un altro titolo tricolore e ben cinque vittorie assolute. 
Da dimenticare la prima corsa con la Lancia D50 di Formula 1, grande debuttante della stagione 1955. Al Gran Premio di Argentina, Castellotti è costretto dal caldo a lasciare la vettura a Villoresi che si ritira. Epilogo analogo alla 1000 Miglia con la Ferrari 121 LM dopo aver chiesto troppo alle gomme per difendere il primo posto da Moss e Jenkinson, che con la Mercedes conquistano vittoria e record della
A Montecarlo, primo posto per Maurice Trintignant su Ferrari davanti a Castellotti. Con Alberto Ascari che conclude la sua ultima corsa in mare. Dopo pochi giorni, Ascari e Castellotti si incontrano all’Autodromo di Monza, dove il giovane lodigiano prova la Ferrari 750 Monza in vista del Gran Premio Supercortemaggiore. Ascari, ancora provato dall’esperienza di Montecarlo, chiede a Eugenio di fare qualche giro utilizzando il suo casco e i suoi guanti. La prova si conclude con un incidente mai chiarito in cui Ascari perde la vita. Un duro colpo per il mondo dell’automobilismo sportivo, oltre che per Castellotti. Gianni Lancia decide di ritirarsi e le monoposto di F1 passano a Enzo Ferrari. In Belgio, nel Gran Premio successivo, Eugenio partecipa in forma privata, anche se con i colori Lancia, e ottiene una brillante pole position ma in gara è costretto al ritiro a causa della rottura del differenziale. 

E’ l’ultima presenza della scuderia Lancia in un Gran Premio. Uomini e mezzi passano alla Ferrari. E’ l’anno della tragedia alla 24h di Le Mans – l’11 Giugno 1955 - con la Mercedes 300 SLR di Pierre Levegh che vola tra il pubblico provocando la morte di 83 spettatori, oltre a 120 feriti. Castellotti è in gara con Paolo Marzotto su una Ferrari 121 LM ma, dopo essere stati tra i protagonisti delle fasi iniziali della corsa, concludono anzitempo per problemi al motore. 

Tra gare annullate e campionati ridotti arriva il Gran Premio d’Italia all’Autodromo di Monza, che vede il debutto della curva sopraelevata. Eugenio Castellotti prende il via con una Ferrari 555 - un muletto con cui aveva effettuato alcuni giri durante le prove - schierandosi in quarta posizione grazie al crono ottenuto con la D50 (cambio consentito dal regolamento), non adatta quest’ultima alla corsa per l’eccessivo consumo di pneumatici. Il Gran Premio è dominato dalla Mercedes di Juan Manuel Fangio, al comando dalla partenza alla bandiera a scacchi ad eccezione dell’ottavo giro. Il campione argentino conclude davanti a Stirling Moss con la seconda Mercedes carenata in gara. Terzo posto per Castellotti. Stessa posizione nel Mondiale in una stagione che si conclude con la vittoria alla 10 Ore di Messina. Eugenio si prepara alla stagione 1956 con la certezza che sarà la prima guida della Scuderia Ferrari, che, però, ingaggia Fangio, libero dopo il ritiro della Mercedes, e Luigi Musso, giovane emergente in arrivo dalla Maserati. 

Una stagione straordinaria. La prima gara in Argentina vede Castellotti protagonista in prova ma sfortunato nella gara conclusa anzitempo. Con Fangio trionfa in Florida alla 12 Ore di Sebring con la 860 Monza ma l’apoteosi è alla 1000 Miglia, il 29 Aprile. Sotto la pioggia battente porta al successo la 290 MM, una vittoria che proietta il pilota ai vertici del motorsport. E non solo. Ormai è anche un personaggio da copertina dei rotocalchi anche per la relazione con l’attrice Delia Scala. In pista deve ritirarsi a Montecarlo e a Spa, e in Francia - circuito di Reims – per ordini di scuderia deve accontentarsi del secondo posto alle spalle di Peter Collins. Una decisione poco gradita. 

In luglio si rifà vincendo il gran premio di Rouen per vetture Sport con la Ferrari 860 Monza. La gara sulla pista di casa, il Gran Premio d’Italia, lo vede protagonista in prova – seconda posizione dietro a Fangio e davanti a Musso, tutti su Ferrari – e nei primi quattro giri della corsa, condotti in prima posizione prima del ritiro per problemi a uno pneumatico e conseguente testacoda ad oltre 250 chilometri all’ora. Primo posto finale per la Maserati di Stirling Moss. Come nel 1955, Eugenio è campione assoluto velocità. 

Parte con un nulla di fatto il 1957. In Argentina, Castellotti si ferma quando è terzo per problemi a una ruota. Una settimana più tardi la rivincita. Sulla stessa pista vince insieme a Cesare Perdisa la 1000 chilometri di Buenos Aires con la 290 MM. Poco fortunato il ritorno oltreoceano per il Gran Premio di Cuba per vetture Sport dove colleziona un altro ritiro. 

L’epilogo. L’Italia rimase scossa dalla morte di Eugenio Castellotti, eroe sportivo del momento, vittima di un incidente durante una sessione di prove all’Aerautodromo di Modena. C’era da provare la 801 e da battere, come voleva Enzo Ferrari, il record della pista stabilito il giorno prima da Jean Behra con la Maserati. Lo schianto dopo pochi giri. Alla “S”, la Ferrari 801 non curvò e andò a schiantarsi a circa 200 chilometri orari. Tra le ipotesi, la rottura della trasmissione, il blocco dell’acceleratore, la stanchezza – forse - del pilota, che in quei giorni viaggiava spesso tra Modena e Firenze, dove la fidanzata Delia Scala era impegnata in uno spettacolo teatrale. L’incidente alle 17.19 del 14 marzo 1957. Eugenio era nato a Lodi il 10 ottobre 1930.


giovedì 9 ottobre 2025

Rally\ 5a Fiorio Cup - Trofeo Masseria Camarda: otto piloti per un confronto Italia vs Europa


È iniziato il countdown! Tra tre settimane, nel week end 25 -26 ottobre, sul tracciato del territorio della Masseria Camarda, a Ceglie Messapica, resort che da anni ospita turisti da tutto il mondo ed eletto oramai residenza di Cesare Fiorio, si assisterà alla quinta edizione della Fiorio Cup, la moderna proposta di una nuova formula di competizione rallistica ideata dalla Rally University, la scuola di pilotaggio guidata da Alex Fiorio con a fianco Alex Bruschetta. 

Le quattro edizioni sino ad ora disputate hanno riscosso, di anno in anno, un sempre maggiore apprezzamento da parte dei piloti invitati a partecipare e un seguito di migliaia di spettatori entusiasti, e appassionati, assiepati sui “muretti” che delimitano il comprensorio della Masseria Camarda per assistere ai passaggi delle Toyota Yaris WRC2, gommate Pirelli, della Delta Rally sull’oramai tradizionale tracciato di circa 3 chilometri su terra che sarà teatro delle sfide.
La Fiorio Cup 2025 presenta molte novità: sono otto i piloti che si sfideranno suddivisi in due squadre, Europa e Italia, rinnovando un confronto tra scuole diverse di guida rallistica che ha visto tre volte vincitore il campione italiano Andrea Crugnola e, nel 2024, il Campione del Mondo Kalle Rovanpera.

TEAM ITALIA:
Andrea Aghini sarà anche il capitano e con lui Andrea Mabellini e Tamara Molinaro. Il nome del quarto pilota sarà svelato solo alla vigilia della competizione. 

Andrea Aghini è stato uno dei più forti e vittoriosi piloti italiani degli ultimi 20 anni e uno dei migliori asfaltisti degli anni Novanta. Dopo aver guidato per Peugeot, con cui vinse moltissimi Rally e anche la Finale Peugeot in Francia, davanti ai migliori piloti del mondo della Casa del Leone, grazie al Jolly Club disputò con successo, alcune gare europee con la Lancia Delta e rimane sua l'ultima vittoria di un italiano su una vettura italiana nel campionato mondiale, al Rally di Sanremo 1992 sulla Lancia Delta Integrale del Team Martini Racing Jolly Club.

Andrea Mabellini dal 2021 al 2024 ha partecipato a gare del Campionato Italiano (Rally Prealpi Orobiche, Rally di Piancavallo, Rally Città di Pistoia, Rally di Monza, Rally del Sebino e Rally di Silesia. Nel 2025 ha partecipato al Campionato Europeo (ERC) rimanendo in corsa per il titolo sino all’ultima gara: è vice campione europeo

Tamara Molinaro è cresciuta alla scuola di Gigi Galli. Ha attirato ben presto l'attenzione di Red Bull, che l'ha inserita nel suo programma per giovani talenti. Nel suo curriculum partecipazioni a campionati europei e mondiali di rally, rallycross e competizioni off-road elettriche, Nel 2022 e 2023 è stata pilota ufficiale nel campionato Extreme E con il NEOM McLaren Extreme E Team e JBXE. Quest’anno ha partecipato al Campionato Italiano Terra. Ama dire…”corro nei rally per dimostrare che sono più forte dei maschi “

TEAM EUROPA
Harri Toivonen, il fratello dell’indimenticato Henri, dopo quattro partecipazioni alla Fiorio Cup assume il ruolo di capitano del Team Europa e avrà il compito di consigliere e “suggeritore” del finlandese Roope Korhonen, del francese Pierre-Louis Loubet, dello spagnolo Jan Solans e della francese Sarah Rumeau.

Roope Korhonen (18 settembre 1998) è un pilota di rally finlandese, è stato campione nazionale nel 2024.Nel 2025 ha vinto il Rally di Finlandia WRC2, sempre nel 2025 nel WRC Challenger ha vinto il Rally di Montecarlo, del Portogallo e di Finlandia aggiudicandosi il titolo, è stato campione WRC3 nel 2023 dopo aver vinto ai rally di Svezia, Italia, Portogallo e Finlandia. Nel 2025 ha vinto il Rally di Ungheria valido per il campionato europeo in Rally2.

Pierre-Louis Loubet (Bastia, 18 febbraio 1998) francese, è il figlio di Yves, a sua volta pilota di rally, grande specialista delle gare su asfalto, negli anni ‘80 e ’90, tanto da essere stato più volte chiamato da Cesare Fiorio per alcune gare del Campionato Mondiale. Dopo alcune stagioni disputate al volante di una Citroen DS3 e di una Hyundai i20 R5 nel 2019 Loubet è passato a guidare una Škoda Fabia R5 aggiudicandosi il campionato WRC-2, precedendo il polacco Kajetan Kajetanowicz e il messicano Benito Guerra. Dal 2022 corre con vetture Ford della Malcom Wilson Motorsport

Jan Solans Baldó (Matadepera, 25 dicembre 1997), pilota di rally spagnolo, ha iniziato la carriera rallystica nel 2016, gareggiando nel campionato nazionale spagnolo con una Mitsubishi Lancer Evo X. Nel 2019 Solans ha preso parte al mondiale Junior WRC con una Ford Fiesta R2T aggiudicandosi il campionato precedendo gli svedesi Tom Kristensson e Dennis Rådström, primo al Rally d’Italia e di Inghilterra e secondo al Rally di Finlandia.

Sarah Rumeau (Lannemezan, 15 maggio 1995) è una pilota francese, molti vedono in lei la erede di Michèle Mouton.Vincitrice dei campionati nazionali “women” 2021, 2022, 2024. Nella sua stagione d'esordio, il 2021, ha conquistato il titolo di Campionessa francese femminile insieme alla copilota Julie Amblard. Il duo ha continuato il suo successo nel 2022, concludendo come seconde classificate nel Campionato francese Due Ruote Motrici e assicurandosi il Trofeo Michelin. Nel 2023, Sarah e Julie si sono impegnate nel campionato francese su terravincendo il titolo nella categoria Due Ruote Motrici. Nel 2025 oltre alle gare del campionato francese hanno programmato la partecipazione a sette tappe del Campionato del Mondo Rally (WRC) con il supporto della Sarrazin Motorsport e della Citroen al volante di una C3 Rally2.

“La quinta edizione della Fiorio Cup è oramai alle porte e nonostante l’impossibilità di poter vedere in gara alcuni grandi nomi inaspettatamente impegnati in una serie di test in vista del prossimo Campionato del Mondo, credo che siamo riusciti a garantirci una presenza di altissimo livello. - sottolinea Alex Fiorio il vero deus ex machina della Fiorio Cup,- Abbiamo un parterre di piloti giovani che vantano già un curriculum ricco di vittorie e di titoli mondiali e per i piloti italiani italiano sarà molto difficile avere la meglio su piloti come Korhoren, che in Finlandia ha battuto un “certo” Matti Latvala, Loubet e Solans. Tamara Molinaro ha fatto vedere quanto vale nelle passate edizioni quando ha avuto la meglio su piloti anche del calibro di Biasion ma dovrà dare il massimo per avere ragione della Rumeau, in Francia è già stata eletta erede della Mouton. Gli appassionati delle gare su terra si preparino ad assistere a un grande spettacolo, i solo curiosi non rimarranno delusi. Lo spettacolo sta per cominciare !!”

Il programma della 5a edizione della Fiorio Cup prevede:

Sabato 25 ottobre: svolgimento delle ricognizioni per prendere conoscenza del percorso e prendere confidenza con le Toyota Yaris WRC2.

Domenica 26 ottobre: dalle ore 9,00 inizio delle manches di eliminazione sino alle ore 12,00 e dalle ore 15,00 le manches finali.


(Fiorio Cup - Ufficio Stampa)

F4 - PREMA prepara la finale del Campionato Italiano


PREMA Racing si prepara a un fine settimana intenso, con la conclusione del Campionato Italiano di Formula 4 a Misano. Il team gareggerà sul circuito dove la serie ha preso il via a maggio, il Misano World Circuit Marco Simoncelli, e lo farà con l'obiettivo di aggiudicarsi i titoli Piloti e Rookie dopo aver conquistato quello dei Team a un round dalla fine sul Circuit de Barcelona-Catalunya.
Il programma dí Misano prevede cinque gare, un record, nel fine settimana. Oltre alle quattro gare del settimo round, ci sarà il recupero di Gara 2 sospesa a Imola dopo un incidente.
Il pilota nipponico-slovacco Kean Nakamura-Berta è vicino ad aggiudicarsi il titolo tra i piloti, dopo aver ottenuto una vittoria e un secondo posto a Barcellona, ​​mentre il Trofeo Rookie è un affare tutto PREMA tra Salim Hanna e Newman Chi. Il colombiano punta anche alla sua prima vittoria assoluta dopo il secondo posto in Spagna.

Sebastian Wheldon, autore di una vittoria a Barcellona e capace di lottare per tutto l'anno, vuole consolidare il suo primato e migliorare la sua posizione prima di dare il massimo nella finale Euro 4 a Monza. Oleksandr Bondarev, invece, è ansioso di ripetere la prestazione positiva di metà stagione, mentre Andrea Dupe, sempre più veloce, è pronto a un ulteriore passo avanti per continuare a migliorare i suoi risultati.

Foto Pezzoli- New Reporter Press

mercoledì 8 ottobre 2025

Al Raduno Moto M.A.S. si intrecciano storia, sport, cronaca e leggenda


Un intreccio di storia, sport, cronaca e leggenda. Il Moto Club Melegnano Enduro Team non perde occasione per rinverdire un passato che ha visto la Melegnano motociclistica protagonista. Il 2° Raduno Internazionale delle Moto M.A.S. ha voluto essere l’omaggio a Natale Boneschi nel 90° anniversario della sua scomparsa. Un tragico destino per il campione delle gare di regolarità, che aveva portato le moto M.A.S., al vertice delle massime competizioni della categoria. La M.A.S.: Motori Alberico Seiling era l’azienda per la quale Natale, con il fratello Sigfrido, prestava la sua opera come tecnico collaudatore e pilota. Proprio una di quelle moto, che riempivano le sue giornate di lavoro e di gare, gli chiese un tributo di sangue con un banale, quanto tragico, incidente stradale, proprio sulla soglia della gioia di diventare padre di una bimba che nascerà qualche mese dopo la sua morte. 
L’azienda era stata fondata nel 1923 dall’ing. Alberico Seiling ed operò, nella Milano degli anni ’30-40, passando poi di proprietà negli ultimi anni, sino al 1955. Melegnano ha ospitato, proveniente da diverse regioni italiane, dalla Germania e dalla Svizzera, 25 motociclette che hanno rappresentato tutti i decenni di costruzione. Un impegno che la passione di collezionisti ed amatori ha portato sino ai nostri giorni perché la storia di una azienda, di una moto e di uomini resti indelebile nella memoria e nei ricordi. 
Presenti all’evento: Andreas e Klaudia Seiling, pronipoti di Alberico, Silvana Visentin, figlia di Domingo Visentin, a suo tempo progettista, pilota e collaudatore della M.A.S. Tra i collezionisti da citare: Gabriele Pizzelli, Gianni Filippi, Francesco Franzoia, Romano Ceresa, Ezio e Fulvio Cavazzini, Luciano Toffoletto, Renato Paganini, Giuseppe Urbinati, Wilson Grechi, Giuseppe Valtorta, Jorg Strehler, Michael Spengler.

(servizio di Luciano Passoni e Rosanna Galli)


















FIA WEC, Porsche lascia a fine stagione


Porsche Motorsport ha comunicato ufficialmente che a fine stagione abbandonerà la classe Hypercar del FIA World Endurance Championship. La Casa di Stoccarda sarà invece ancora in pista con le 963 nell'IMSA WeatherTech SportsCar Championship e nel Mondiale di Formula E.
Porsche concluderà quindi il programma nel FIA WEC al termine del 2025 dopo la 8h del Bahrain. I suoi piloti Kevin Estre e Laurens Vanthoor sono ancora in lotta per il titolo iridato contro la Ferrari #83 AF Corse, la Ferrari #51 e la Cadillac Hertz Team JOTA #12. Inoltre, il marchio tedesco ha ancora la possibilità di aggiudicarsi il titolo Costruttori come Ferrari e Cadillac.
Porsche continuerà in IMSA con le due 963 di Penske Motorsport attualmente in lizza per il titolo statunitense e il primo posto della graduatoria costruttori.

Foto Pezzoli/New Reporter Press

martedì 7 ottobre 2025

Verso il Magione Racing Weekend


PNK Motorsport rinnova l’appuntamento motoristico presso l’Autodromo Nazionale “Mario Umberto Borzacchini”, con il Magione Racing Weekend.
Un fine settimana che per alcuni campionati rappresenterà la conclusione di questa lunga cavalcata verso la consegna del titolo: è il caso del Master Tricolore Prototipi, di cui domenica verrà incoronato il campione 2025.
Penultimo round invece per Formula Junior, RS Cup e Youngtimer Touring Cup, con ancora un orizzonte aperto di possibilità per sovvertire gli attuali equilibri in classifica in vista dell’ultima tappa presso il Misano World Circuit. Immancabile quota campionati partner, particolarmente dai connotati “retrò”, quali il consueto Campionato Italiano Auto Storiche e l’Historic Formula Championship.

Per il programma clicca qui.

(PNK Motorsport Ufficio Stampa)



Il Messina Classic Team pronto per una Targa Classica da protagonista

Il Messina Classic Team si prepara a essere tra i protagonisti assoluti della Targa Classica 2025, in programma da giovedì prossimo sulle strade più affascinanti della Sicilia. La scuderia messinese, presieduta da Santi De Pasquale, co-driver con importanti trascorsi sportivi negli anni Ottanta, schiererà ben tredici equipaggi, affermandosi come una realtà solida e raffinata nel panorama della Regolarità Classica nazionale.

Attenzione catalizzata dal celebre chef e appassionato di motori Carlo Cracco, che affronterà la gara affiancato da Federico Sella, CEO e Direttore Generale di Banca Patrimoni Sella, main sponsordel Messina Classic Team, a bordo di una splendida Fiat Dino Spider. Un equipaggio che unisce fascino, stile e competenza, perfetta sintesi di eleganza e passione.

La qualità sportiva e tecnica sarà rappresentata da Ezio Ronzoni, top driver del settore e già protagonista alla 1000 Miglia di Regolarità, che porterà in gara l’iconica Mercedes 300 SL “Ali di Gabbiano”. Sempre per il Messina Classic Team sarà presente anche un secondo esemplare della leggendaria coupé tedesca, questa volta in versione Roadster.

A completare il parterre, autentici capolavori dell’automobilismo storico: una Ferrari 512 BB e una Dino 246 per il Cavallino Rampante, una Lamborghini Countach, due eleganti JaguarXK120, una Porsche 356 e, dal mondo dei rally, una Lancia Fulvia Montecarlo. In gara anche, su Fiat 1100/103, i “Campioni Siciliani 2024(conduttore e navigatore)” Salvatore Massimo Galioto e Giovanni Veneziano, a testimonianza della crescita sportiva del team anche a livello regionale.

A corollario della manifestazione, il Messina Classic Team sarà impegnato anche nella Targa Gran Turismo, con due moderne Porsche 991 GT3 e 911 992, confermando il proprio impegno trasversale tra tradizione e performance contemporanea.

Tra i luoghi del mito, cullati dal fascino della Siciliae da un parterre di vetture e protagonisti d’eccezione, il Messina Classic Team porterà in scena la propria idea di bellezza, stile e sportività, in perfetta armonia con lo spirito intramontabile della corsa più antica del mondo.
Un contesto straordinario, quello della Targa Florio Classica, che si conferma palcoscenico ideale per un team capace di distinguersi per eleganza e passione. (Agenzia ErregiMedia)



lunedì 6 ottobre 2025

Winter Marathon 2026: aperte le iscrizioni


Sono aperte le iscrizioni alla nuova edizione della Winter Marathon, che si terrà dal 22 al 25 gennaio 2026 nella tradizionale cornice di Madonna di Campiglio e delle Dolomiti di Brenta. Alla manifestazione saranno ammesse tutte le vetture costruite entro il 1976 oltre a una selezione di auto prodotte dal 1977 al 1992 che verranno inserite in una speciale classifica a parte.
Le registrazioni andranno effettuate online cliccando sulla voce di menu "2026 > ISCRIZIONE ONLINE" e successivamente inoltrate al Comitato Organizzatore tramite e-mail allegando le copie di almeno un documento sportivo della vettura (Fiche ACI, HTP FIA/CSAI, ASI, AAVS o FIVA) e della ricevuta del pagamento.
Sarà in ogni caso ammessa la partecipazione di vetture sprovviste dei documenti sportivi su indicati; in questo caso le penalità acquisite durante la gara saranno moltiplicate per un coefficiente 3,00.
Tutte le iscrizioni che verranno registrate online e perfezionate con il pagamento entro venerdì 31 ottobre 2025 godranno di uno sconto del 10% sulla tassa.
Le iscrizioni chiuderanno domenica 21 dicembre 2025.
(Ufficio Stampa Winter Marathon)

François Cevert, la corsa spezzata


di Massimo Campi
foto di ©Raul Zacchè/Actualfoto

Era il 6 ottobre del 1973 ed in un assolato pomeriggio d’autunno se ne andava François Cevert, uno dei più promettenti piloti del momento. 
Watkins Glen, Stato di New York, è sabato pomeriggio, ultimo turno di qualifiche del Gran Premio degli Stati Uniti. Sulle piante attorno al circuito le foglie mostrano già i colori dell’autunno. Il suo caposquadra Jackie Stewart è già campione del mondo, il francese non deve correre più per coprirgli le spalle, può correre per se stesso, per vincere, proprio qui in America dove ha colto l’unico successo in F.1 proprio due anni prima. Sono le 11,54, mancano sei minuti al termine delle prove. Francoise è determinatissimo, vuole dimostrare al mondo che è degno del sedile di caposquadra alla corte di Ken Tyrrell. Vuole conquistare la pole position, vuole la vittoria e la seconda piazza in campionato. Ronnie Peterson, quello svedese che va come il vento, è il suo principale avversario con la nera Lotus 72. Si guardano negli occhi, lui ed il suo capo meccanico, Il messicano Ramirez – “Jo, ho la macchina n°6, la macchina è la 006, il Cosworth n°667, oggi faccio la pole, me lo sento. Ciao, vado!”. Ingrana la prima, molla la frizione e via nella pit lane. Jo Ramirez lo segue con la coda dell’occhio, sa che François ce la può fare, ma un minuto dopo non c’era già più.

Albert François Cevert Goldenberg nasce a Parigi il 25 febbraio 1944 durante l’occupazione nazista. Il padre, Charles Goldenberg, era un ebreo nato in Russia e fuggito con la famiglia in tenera età per scampare alle sommosse popolari antisemite del regime comunista. Il padre, di cognome Goldenberg, a Parigi lavora come gioielliere ed agli inizi degli anni trenta si sposa con la parigina Huguette Cevert, da cui ebbe tre figli. Gli ultimi due nacquero in una Parigi sconvolta dall’invasione nazista e per evitarne la persecuzione fu loro dato il cognome della madre, essendo quello del padre di origine chiaramente ebraica. Tra essi vi era anche François. La famiglia Goldenberg-Cevert è benestante, Francoise frequenta le migliori scuole della capitale, ha un’ottima istruzione ed è anche un buon pianista classico.

L’interesse verso i motori di Cevert nasce grazie alla sorella maggiore Jacqueline, la quale si fidanza con Jean-Pierre Beltoise (in seguito i due si sposeranno) che allora correva in moto. Nel 1964 Beltoise coglie un buon sesto posto nella 50cc del mondiale di motociclismo, ma ben presto passa alle quattro ruote, Cevert, oramai contagiato dalla passione per i motori, decide nello stesso anno di iscriversi alla scuola di automobilismo presso il circuito di Montlhéry.
Il giovane Francois va forte e nel 1966 conquista il prestigioso Volant Shell, battendo un’altra giovane promessa dell’automobilismo francese, Patrick Depailler. Il premio è un’intera stagione sponsorizzata nel Campionato Francese 1967 di Formula 3 al volante di un’Alpine-Renault. La monoposto vincente del momento è la Tecno e l’anno successivo si lega al Team dei fratelli bolognesi con cui vince il titolo nazionale.
Nella stagione 1969 la Tecno promuove Cevert in Formula 2. Debutta al III° Deutschland Trophäe all’Hockenheimring piazzandosi nono. Il resto della stagione è in crescendo e termina con il terzo posto assoluto in campionato, con una vittoria anche nel Gran Premio di Reims.

Continua in F2 nel 1970 con la Tecno, ma la F.1 è alle porte. Varie scuderie hanno già notato il talentuoso francese e il sogno di approdare nella massima categoria automobilistica si concretizza poco prima di metà stagione. Il connazionale Johnny Servoz-Gavin, che corre per il team Tyrrell, decide improvvisamente di ritirarsi dopo il Gran Premio di Monaco del 1970. Venutasi così a trovare senza un pilota, la Tyrrell sceglie proprio Cevert per rimpiazzare Servoz-Gavin. È lo stesso Stewart a segnalare Cevert a Ken Tyrrell dopo che il 25 maggio dello stesso anno aveva lottato con lui durante il XVIII° London Trophy di Formula 2 al Crystal Palace. Cevert è anche sostenuto da Francoise Guiter, il patron della Elf che sponsorizza il team del boscaiolo. In Francia è polemica, la stampa ritiene che ci siano altri giovani francesi che meritano quel posto, ma ben presto Cevert smentisce tutti, anche le iniziali perplessità di Ken Tyrrell, conquistando ben presto la fiducia di tutti.

L’esordio sulla March del team Tyrrell avviene il 21 giugno 1970 al Gran Premio d’Olanda sul circuito di Zandvoort. La corsa si chiude per un guasto al motore al 31º giro. Il primo punto mondiale arriva il 6 settembre a Monza. Cevert conquista la fiducia di Ken Tyrrel che lo conferma per le stagioni successive. Stewart è l’indiscusso pilota n°1 del team che si appresta a conquistare il suo primo titolo mondiale come costruttore. Tra i due piloti nasce subito una profonda amicizia: lo scozzese diventa il “maestro” di Cevert, dando ripetuti consigli ed aiutandolo non poco a maturare le proprie innate qualità. La nuova Tyrrell con il DFV Cosworth ufficiale è la vettura da battere per la stagione 1970, il compito del francese è quello di coprire le spalle a Jackie per la conquista del titolo e Francois non delude le aspettative.

Data la vittoria anticipata del titolo da parte di Stewart, per Cevert si presenta l’occasione di mettersi in mostra nelle tre gare conclusive della stagione. Il 5 settembre, nel Gran Premio d’Italia a Monza, il francese coglie un terzo posto, seguito poi dalla sesta piazza nel Gran Premio del Canada a Mosport Park due settimane dopo. La stagione si chiude con il Gran Premio degli Stati Uniti, a Watkins Glen il 3 ottobre. Dopo aver superato Denny Hulme, Stewart prende la testa, ma al 14º giro lo scozzese lascia passare Cevert, nel frattempo portatosi in seconda posizione. Il francese non perde più il comando e ottiene la prima vittoria della sua carriera, staccando Jo Siffert su BRM e Peterson di oltre 40 secondi. La gioia di Cevert è ovviamente immensa e il pilota riceve in premio 50.000 dollari. Con lui festeggia l’intera Francia, dal momento che Cevert è il secondo francese che riesce a vincere un Gran Premio nella storia della Formula 1 dopo Maurice Trintignant, vittorioso a Monaco nel 1955 e nel 1958.

La Tyrrell si presenta al via della stagione 1972 con la medesima coppia di piloti dell’anno precedente. Stavolta però Stewart ha un avversario difficile da battere, Emerson Fittipaldi che alla fine conquista il titolo con la Lotus 72. Per Cevert il 1972 si chiude al sesto posto della classifica piloti con solo 15 punti dopo vari ritiri e piazzamenti. La delusione di Cevert è palpabile e il francese si consola con un prestigioso secondo posto alla 24 ore di Le Mans, in coppia con il neozelandese Howden Ganley con la Matra-Simca 670. Con la barchetta francese continua a correre anche nel 1973 dove conquista la 1000 Km di Vallelunga con Henry Pescarolo e Gerard Larrousse.

La lotta Tyrrell – Lotus continua nel 1973, ed è anche lotta tra i primi ed i secondi piloti. Stewart contro Fittipaldi per la testa del campionato Cevert con Peterson per le altre due posizioni, è questo il film di quella stagione. Il brasiliano vince il primo Gran Premio, in Argentina, proprio davanti a Cevert che giunge staccato di appena 4.69 secondi. Terzo giunge Stewart, a dimostrazione del gran livello raggiunto dalla Tyrrell durante la pausa invernale. Le due gare seguenti sono deludenti per il francese, che giunge decimo in Brasile e si ritira in Sudafrica. Il prosieguo di stagione è tuttavia eccellente per Cevert, che conquista due secondi posti consecutivi in Spagna e in Belgio. Giunge quindi quarto a Monaco e terzo al Gran Premio di Svezia, prima di conquistare un nuovo secondo posto in Francia e un quinto in Gran Bretagna. Il 29 luglio coglie a Zandvoort, nel Gran Premio d’Olanda, un nuovo secondo posto dietro al compagno Stewart.

Cevert, bellissimo ed affascinante come un attore. Occhi azzurri, profondi, magnetici, è lanciatissimo ed in Francia è quasi un eroe nazionale. Si muove per l’Europa pilotando personalmente il suo Piper, non c’è ragazza che non abbia una sua foto, non c’è rivista che non lo ritragga. Si muove molto bene nel jet set, ha diverse donne tra cui vanta due fidanzate storiche, ricchissime, nobili e precocemente divorziate: Anne Nanou Van Malderen e Christina de Caraman-Chimay; ma la stampa transalpina gli attribuisce anche un presunto flirt con Brigitte Bardot. La star francese non smentisce, François da gentiluomo ….. non conferma!
In Germania: è ancora doppietta Tyrrell, con Stewart primo e Cevert subito dietro, con appena 1.6 secondi di distacco, a dimostrare totale rispetto per le gerarchie di squadra ma anche piena legittimazione ad aspirare al titolo mondiale. Per lo scozzese è infatti il 5° successo stagionale, che gli vale la matematica conquista del titolo mentre il francese si proietta nei piani alti della classifica, contendendo addirittura la seconda posizione a Fittipaldi.Le successive due gare tuttavia non vanno secondo l’esito sperato. Cevert si ritira in Austria e in Italia giunge solo quinto. Per contro Fittipaldi coglie un secondo posto, mentre uno strepitoso Peterson vince sia a Zeltweg che a Monza.

A questo punto per Cevert resta la possibilità di conquistare il secondo posto, al fine di chiudere nel migliore dei modi una già ottima annata e si presenta determinatissimo per l’atto conclusivo della stagione in Nord America. Però l’annata ha una brusca sterzata ed il 23 settembre a Mosport Park, nel Gran Premio del Canada, Cevert è coinvolto, in un brutto incidente causato dall’irruente Jody Scheckter. Il francese riporta una ferita ad una caviglia ed il tutto finisce in una violenta litigata con il giovane sudafricano. La Tyrrell 006 ha la pedaliera distrutta e così in fretta e furia viene fatta arrivare in aereo dall’Inghilterra una nuova vettura, la 006/3, giusto in tempo per il Gran Premio degli Stati Uniti, in programma il 7 ottobre a Watkins Glen, mentre lui è in vacanza alle Bahamas con Jackie ed Helen Stewart.

La lotta è ancora con Ronnie Peterson ed i due battagliano in prova per guadagnare la pole position, fino a sei minuti dalla fine delle prove quando la Tyrrell esce alle velocissime “Esse”, nella parte iniziale del tracciato, il bolide non curva, andando a schiantarsi ad oltre 180 chilometri orari contro le vicine barriere metalliche e rimbalzando contro quelle dall’altra parte della pista dopo essersi capovolta. Infine la Tyrrell si incunea tra i due guard rail sovrapposti. L’impatto è violentissimo e l’entità del dramma viene subito percepita: i primi ad accorrere sono Jody Scheckter e l’amico Carlos Pace, i quali capiscono che c’è ben poco da fare. I commissari di gara trovano il pilota intrappolato tra i rottami dell’auto ed orrendamente straziato dalle lamine del guard-rail. Una delle ruote anteriori gli ha sfondato il casco, provocandone la morte istantanea. Cevert non viene neanche estratto subito dalla carcassa della Tyrrell, procedendo i commissari prima a disincastrare, con un carro attrezzi, la vettura dal parapetto metallico: come dirà l’attonito compagno e amico Stewart, recatosi immediatamente sul posto, «L’hanno lasciato nell’auto perché era chiaramente morto». Stewart abbandona immediatamente la scena dell’incidente e torna ai box, cosa che costituirà il rimorso della sua vita, per non essersi trattenuto di più ed aver fatto qualcosa pur se inutile, anche solo togliere il casco, al fedele scudiero di tre intense stagioni.

Ignote le cause dell’incidente: alcuni, tra i quali Niki Lauda, anni dopo, nel suo libro “Io e La Corsa”, parlarono di un insidioso avvallamento sull’asfalto su cui François sarebbe passato per una traiettoria eccessivamente aggressiva a bordo pista; chi di malore del pilota per l’essere salito in macchina dopo una crisi di vomito (e vomito fu infatti repertato nel cappuccio ignifugo e sulla visiera in sede di autopsia); altri attribuirono la responsabilità ai postumi della ferita alla caviglia riportata due settimane prima ed in effetti il francese sfoggiava ai box una vistosa bendatura. Per il compagno Stewart invece, semplicemente e contro il suo consiglio, il francese avrebbe affrontato le “Esse” in terza marcia ad altissimo numero di giri col risultato di avere una vettura più pronta ma nervosissima ed incontrollabile in caso di difficoltà. Lo scozzese anzi aggiunse che dopo l’incidente, quando risalì in vettura per affrontare la quarta ed ultima sessione di prove, staccando tra l’altro il settimo tempo, ebbe anch’egli delle difficoltà alle “Esse” ma riuscì a tenere in strada la vettura in quanto la quarta marcia gli permise un controllo molto più morbido e facile.

L’incombenza di avvertire i famigliari tocca al cognato Beltoise. Cevert venne sepolto nel Cimitero di Vaudelnay, nel dipartimento del Maine e Loira.
La morte del ventinovenne pilota francese sconvolge la Formula 1, primo fra tutti Stewart. Lo scozzese confesserà tempo dopo che nell’aprile 1973 aveva maturato la decisione di abbandonare la F1, lasciando a Cevert il ruolo di prima guida in Tyrrell per la stagione 1974. Stewart aveva parlato della cosa solo con il patron Ken Tyrrell, Jackie non aveva informato neppure la moglie Helen, presente in quel tragico weekend a Watkins Glen, per evitarle la tensione del conto alla rovescia delle ultime gare da disputare. È facile quindi capire come, con questo rigido patto del silenzio, François mai abbia saputo che sarebbe divenuto il nuovo primo pilota della Tyrrell, con indubbie chances di vincere il titolo mondiale, cosa che la Francia dava ormai quasi per scontato.
In tarda serata la Tyrrell annuncia il ritiro dal Gran Premio delle due vetture superstiti, la 005 di Chris Amon e la 006/2 di Jackie Stewart. Lo scozzese, distrutto dal dolore, non prende così parte a quella che, in ogni caso, sarebbe stata la centesima ed ultima gara della sua carriera. Il giorno successivo rilascia delle interviste in cui manifesta l’intenzione di lasciare, intenzione che sarà ufficializzata, al ritorno in patria, in una conferenza stampa al Tower Hotel di Londra.

La migliore descrizione della personalità del giovane francese è quella data da Helen Stewart in una intervista: “esistono persone eccezionali che hanno tutto ed un magnetismo particolare. Nella vita ne incontri due o tre al massimo, perché sono persone che conquistano subito tutti quelli che hanno attorno e riempiono lo spazio in cui si trovano. Francois era uno di questi!”