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martedì 8 dicembre 2020

LA FERRARI NEL CUORE Mauro Forghieri



La storia degli anni d'oro della Ferrari, quando il Commendatore era ancora il capo assoluto di Maranello e l'ingegner Mauro Forghieri progettava le vetture che hanno portato al titolo iridato di F.1 Surtees, Lauda (due volte) e Scheckter, oltre che le 'biposto' Sport delle epiche sfide con Ford e Porsche. Un racconto 'a quattro mani', corredato da numerosi documenti personali conservati dall'ingegnere Forghieri, dalla lettera di assunzione del 1960 (mansione: 'impiegato tecnico di 2° categoria'), al messaggio 'telex' inviato dallo stesso Ferrari, alla vigilia del GP d'Olanda 1984 al suo responsabile dell'attività in F.1, per confermargli la propria fiducia 'assoluta'. Una soddisfazione personale per Forghieri, purtroppo anche la conferma che l'ormai 86enne Ferrari stava perdendo il controllo degli avvenimenti, senza più la possibilità di garantire al 'suo' ingegnere l'assoluta indipendenza dalla 'correnti tecniche' che stavano emergendo.

Il recente film 'Le Mans '66 – La grande sfida', per l'ingegner Forghieri è stato invece lo spunto per inquadrare in tono pacato ma più verosimile, quegli avvenimenti, riportati sul grande schermo con una visione inevitabilmente 'di parte' e con numerose aggiunte di fantasia.

Tra le innumerevoli sorprese del volume, il progetto di una Formula 1 turbo, datato 1/6/1976, che costringe a rivedere la storia in merito alla scelta di utilizzare la sovralimentazione in F.1, fino ad ora attribuita alla sola Renault che ha debuttato nel 1977.

Un intero capitolo è stato invece dedicato alla Ferrari 275 GTB, ultima vettura di produzione 'firmata' da Forghieri, quando i settori 'strada e corse' erano ancora uniti. Una vettura che l'ingegnere ama particolarmente, tanto che ha conservato e pubblicato il documento originale, che riporta le caratteristiche di tutti gli esemplari costruiti. Sorprende quante poche siano le vere versioni 'Competizione' a dispetto di quelle... attuali.




LA FERRARI NEL CUORE Mauro Forghieri

A cura di Daniele Buzzonetti

320 pagine

400 illustrazioni a colori e b/n

Formato: dimensioni cm 25,3x29,6 

Formato interno: cm 23,6x28,3

Copertina: cartonata

Testo Italiano/Inglese 

Euro 55

lunedì 19 ottobre 2020

“Vivere in sorpasso”, nuovo libro di Francesco Dionigi e Alessandro Colonna dedicato alla 1000 Miglia. E agli assi lodigiani Giuseppe Campari, Attilio Marinoni e Eugenio Castellotti.


La storia della gara automobilistica che Enzo Ferrari definì un «museo viaggiante unico al mondo» di fatto non è una semplice corsa ma un vero e proprio evento che unisce storia, velocità, avventura e che è autentica fucina di eroi leggendari del volante: la Mille Miglia. Una storia che parla anche lodigiano con tre vittorie, un “doppio” secondo posto, un altro “doppio” terzo posto, un quarto e un sesto posto finale. Questo infatti è l’albo d’oro dei piloti lodigiani Giuseppe Campari, Attilio Marinoni ed Eugenio Castellotti alla mitica Mille Miglia bresciana. Nel particolare Campari vinse la corsa nella sua seconda e terza edizione (1928 e 1929) in coppia con Giulio Ramponi e si classificò secondo, nel 1931, e terzo nel 1930 in coppia con il conterraneo Attilio Marinoni che conquistò anche un quarto posto, nel 1928 con Giambattista Guidotti e nel 1929 con Ferdinando Minoia un sesto posto finale. Infine Eugenio Castellotti vinse la massacrante corsa nel 1956, alla sua ventitreesima edizione. 

Una storia che prende il via nel 1927 ideata ed organizzata, come gara di velocità in linea, non a tappe, da quattro amici in risposta alla mancata assegnazione a Brescia, loro città natale, del Gran Premio d'Italia, organizzato nel nuovo autodromo di Monza nel 1927. 
I quattro erano il conte Aymo Maggi, pilota e finanziatore, il conte Franco Mazzotti, giornalista, pilota, finanziatore e presidente del Reale Automobile Club d'Italia di Brescia, Renzo Castagneto, l'organizzatore vero e proprio, e Giovanni Canestrini, il decano dei giornalisti italiani nel settore automobilistico. Fu scelto un percorso a forma di "otto" da Brescia a Roma e ritorno lungo circa 1600 chilometri, equivalenti a circa 1000 Miglia, da cui il nome, suggerito da Franco Mazzotti, di recente ritorno da un viaggio in America. 
Una storia raccontata dal giornalista Francesco Dionigi ed illustrata dal disegnatore Alessandro Colonna nel volume “Vivere in sorpasso” edito da PMP Edizioni di Lodi con la prefazione del giornalista e scrittore Sky Fabio Tavelli. 


<<In “Vivere in sorpasso" - ci dicono gli autori - raccontiamo la storia attraverso aneddoti, disegni, fatti della Mille Miglia e dei suoi protagonisti lodigiani ma anche dei tanti personaggi e macchine a loro legati: dal quadrifoglio dell’Alfa Romeo al Cavallino Rampante della Ferrari, dai piloti Tazio Nuvolari, Antonio ed Alberto Ascari, a Giulio Ramponi al pilota di aerei Arturo Ferrarin detto il Moro. Uno spaccato di vita, di una intera epoca motoristica>>. 

Giuseppe Campari, detto il Negher, in dialetto milanese, è un campione un po' dimenticato che ha contribuito allo sviluppo dell'automobilismo sportivo vivendo da protagonista questa epopea dal 1910 al 1933, anno della sua morte sul circuito di Monza. Campari era un gigante buono, valentissimo pilota Alfa Romeo, che vantava al suo attivo più di trenta vittorie assolute, alcune delle quali di assoluto prestigio anche internazionale, tra cui due Mille Miglia nel 1928 e nel 1929, due titoli di Campione Italiano (1928 e 1931), due vittorie al Gran Premio di Francia. Enzo Ferrari nel suo libro “Piloti che gente” ribadisce che Campari “non era soltanto un pilota di eccezionale valore ma anche un combattente indomabile, un uomo che pur di vincere non badava al rischio, come neppure a tanti altri accorgimenti”. 


Di Attilio Marinoni, pilota e collaudatore Alfa Romeo e Ferrari lo stesso Enzo Ferrari disse “Non è quel che si può dire un campione di bellezza; in compenso è il più completo fra i collaudatori che una casa d'automobili abbia mai avuto. Una macchina provata da Marinoni e da Marinoni messa a punto non si ferma più. Lo vedete bighellonare per l'officina che par non abbia nulla da fare. Ma Marinoni ha cento occhi come Argo e sa sempre tutto. Fu lui a salire per primo sulla Bimotore e a rivelarne le doti di velocità. Se Marinoni dice che tutto va bene, c'è da stare tranquilli". Tornando alle gare Marinoni vinse la Coppa Ciano nel 1927 e tre 24 Ore di Spa, in Belgio, di fila, nel 1928, 1929 e 1930. 


Pilota ormai affermato e spesso al centro delle cronache mondane per veri o presunti flirt con attrici o protagoniste televisive Eugenio Castellotti trova il vero amore nell’estate del 1956. Eugenio conobbe Delia Scala attrice e ballerina. La loro storia riempì interi numeri dei settimanali dell’epoca. Ma fu fortemente osteggiata dalla madre. Castellotti prese una decisione: il matrimonio poteva sanare la situazione. Delia accettò la proposta, ma alla condizione che smettesse di correre, lui rilanciò con la condizione che lei avrebbe smesso di recitare. Data fissata per il dicembre del 1957. Nel frattempo Enzo Ferrari lo chiama per dirgli che il record della pista è stato battuto e lo aspetta a Modena. 
La notte i due amanti litigarono, il teatro, la pista, avevano il sopravvento sul loro amore. Dopo solo tre ore, stanco e nervoso Eugenio arriva a Modena, sale in macchina, la Ferrari tocca il cordolo, sbanda, taglia per il prato, dove ricomincia l’asfalto c’era un altro cordolo, picchia di muso e si ribalta finendo sulla tribunetta. Era il 14 marzo alle 17,19 del pomeriggio, Eugenio viene sbalzato fuori. Esalò l’ultimo respiro poco dopo in ambulanza. La stessa sera Delia andò in scena, saltò qualche battuta, ma continuò a recitare e non andò neppure ai funerali, quasi di Stato, per non incontrare la madre.








venerdì 21 giugno 2019

La storia della Scuderia Biondetti e dell'automobilismo sportivo a Firenze


Clemente Biondetti è tra i più grandi piloti italiani. E non solo. Per il record di vittorie alla 1000 Miglia - quattro - e per i successi nelle corse più prestigiose negli anni leggendari tra le due guerre e subito dopo. Una storia ben nota agli appassionati che lo ricordano anche per quella Ferrari con cui partecipò al Gran Premio d'Italia del 1950, una Ferrari decisamente originale, spinta da un motore Jaguar, litri 3.4 in sei cilindri XK. Non arrivò al traguardo.

Nel 1956, un anno dopo la scomparsa del pilota, venne fondata a Firenze la Scuderia Biondetti (negli anni Settanta rinominata Firenze Corse – Biondetti) che conobbe una lunga e non sempre facile storia che s'interruppe nel 1976. Per il sodalizio, che si avvalse anche di sedi distaccate a Livorno e a Borgo San Lorenzo nel Mugello, corsero svariati piloti di livello internazionale al volante di vetture di pregio, fra cui Ferrari 250 GT SWB, Alfa Romeo Giulia TZ2, Porsche 904 e Carrera 6. Alla fine degli anni ottanta, su iniziativa di un gruppo di appassionati fiorentini, la Scuderia Biondetti rinacque per arrivare fino ai nostri giorni. Nei trent'anni del periodo “moderno”, la Biondetti si è fatta apprezzare anche per il suo ruolo di ente organizzatore di gare ed eventi automobilistici, quali la Coppa della Consuma, la Scarperia-Passo del Giogo, la Firenze-Fiesole o il Circuito Stradale del Mugello. 
La storia, forse poco conosciuta, della scuderia dedicata al grande campione, nato in Sardegna ma toscano d'adozione, è diventata un interessante volume curato da David Tarallo, appassionato giornalista e storico dell'automobilismo, che ripercorre oltre mezzo secolo di vicende che hanno legato la Scuderia all'automobilismo italiano e internazionale. Circa 440 foto e riproduzioni di documenti quasi tutti inediti caratterizzano questo volume che vuole portare un ulteriore contributo alla ricerca sulle tante realtà dell'automobilismo toscano.

(Editore Gemini ModelCars, 292 pagine, 440 foto a colori e b/n, €22.00)

mercoledì 2 gennaio 2019

"Gran Premi a Roma", quasi un secolo di corse sulle strade della Capitale


"Gran Premi a Roma" di Franco Carmignani e Paolo Ferrini (edito da Media Consultants) ripercorre quasi un secolo di corse automobilistiche per le strade di Roma e all'autodromo di Vallelunga.

Il gran premio riservato alle monoposto a propulsione elettrica che da Aprile 2018 si corre per le strade del quartiere EUR è solo l’ultima pagina di una lunga storia che dal 1925 ha visto non solo il vicino autodromo di Vallelunga, ma anche le vie della Capitale trasformarsi in teatro di grandi competizioni automobilistiche. Con la collaborazione di campioni romani del volante di varie epoche come Bernabei, Cioci, Cola, Fisichella, Flammini, Francisci, Frassineti, Marazzi, Nataloni, Picchi, Pirro, Rendina – e con i ricordi di Prisca Taruffi - questo libro ricostruisce le atmosfere e i circuiti che le hanno ospitate. Da Monte Mario ai Parioli, da Villa Giulia alle Tre Fontane, così come all’Aeroporto dell’Urbe e sul lungomare di Ostia. Ma anche alle Terme di Caracalla e nella Pineta di Castelfusano. Senza dimenticare i coraggiosi tentativi di Maurizio Flammini per portare la Formula 1 all’EUR. E ovviamente il “gran premio elettrico” con tutto quello che oggi lo circonda.

Insomma, un incontro unico al mondo tra la passione per la velocità, che i Romani coltivano da quando andavano al Circo Massimo, e il fascino millenario dell’Urbe che dà agli autori l’occasione per prendere spunto dalle vicende sportive, per non parlare dei campioni e delle loro vetture, ma anche degli scorci di Roma che hanno fatto da cornice alle competizioni automobilistiche capitoline. Il tutto completato con piantine appositamente realizzate per ricostruire tutti i percorsi.
Il libro è pubblicato con il patrocinio dell’Automobile Club di Roma.

- Credits: www.libreriadellautomobile.it

mercoledì 12 dicembre 2018

Tutto il Tricolore Rally in "Cir Collection 2018"


Cir Collection 2018 è la prima raccolta fotografica dedicata al Campionato Italiano Rally, che ha assegnato l’undicesimo titolo Piloti in carriera a Paolo Andreucci e quello Costruttori a Ford, abbinata ai report di Aci Sport. Un’opera elegantissima, a colori, stampata su carta di qualità fotografica e con copertina rigida, al cui interno vi sono le cronache dei giornalisti della federazione italiana e le immagini dei loro fotoreporter, tra cui Massimo Bettiol, certamente il più rinomato. 
Aci Sport ha affidato al giornalista Marco Cariati la cura dell’opera. Il risultato sono 122 pagine, oltre a diverse centinaia di immagini, che ricostruiscono un intero campionato. Un capitolo per ogni gara con i pronostici e le cronache delle varie tappe e le relative top ten assolute. Ma non solo. Il volume, nella sua sezione finale, viene impreziosito dalle statistiche relative alle prove speciali (gara per gara e categoria per categoria) del direttore del mensile RS Rally e Slalom, Gianni Cogni, e dalle classifiche assolute di ciascuna prova del Campionato Italiano Rally, oltre che delle classifiche del campionato. 

“E’ stato un piacere ed un onore poter curare questo volume e poter lavorare con piacere per creare un prodotto di alta qualità in grado di interessante i semplici appassionati e, contemporaneamente, rivelarsi utile e prezioso strumento per i protagonisti del Campionato Italiano Rally e per i loro sostenitori. Ho cercato di non dimenticare mai quanti sacrifici fanno gli equipaggi, privati e non, per disputare una stagione di rally tricolore e ho cercato di valorizzare al massimo il materiale che ho avuto a disposizione. Per questo, mi sento di ringraziare, oltre che Luca Bartolini e Marco Rogano, in primis l’ingegnere Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Aci e di Aci Sport, che ha confermato la sua grande passione per i rally permettendo l’iniziativa e condividendo l’importanza della promozione cartacea del Cir su un prodotto da collezione. Ringrazio anche chi ha corso perché, solo grazie a loro, è stato possibile realizzare Cir Collection” il commento dell'autore.

Il libro è edito e stampato da Lulu.com, casa editrice americana che ha nella qualità della carta il suo punto di maggiore forza, ed è in vendita sul sito della casa editrice. I pagamenti accettati sono i tradizionali: carta di credito e PayPal. Cir Collection 2018 è venduto ad un prezzo di 34,50 euro. Inserendo il codice “ONESHIP” in fase di acquisto è possibile avere uno sconto del 50% sulle spese di spedizione. 







lunedì 13 agosto 2018

Gian Luigi Picchi: I miei anni in Autodelta


> di Luciano Passoni

Per i tecnici una macchina, per gli artisti un’icona e per i poeti una leggenda. L’Alfa Romeo GTA Junior, il sogno proibito, per molte tasche, di una, o anche più, generazioni. Non passa inosservata, la ammirano i giovani di ieri e quelli di oggi, con la differenza che i primi l’hanno vista in corsa e gli altri si devono accontentare di youtube. Poco importa, tutti insieme si fermano e respirano un’aria diversa, entra nei polmoni e si irradia nel cuore attraversando l’anima. Gli occhi servono solo per guardare e in questo caso non basta.

E così uno degli uomini che l’hanno portata al successo: Gian Luigi Picchi, ci riporta in un passato che era solo ieri. Non così lontano da essere dimenticato, quasi impossibile per chi l’ha avuta come primo amore, vicino e presente per chi la scopre, per motivi d’età, solo ora.

“I miei anni in Autodelta”, la lunga strada verso l’Europeo 1971 è il racconto di un pilota, di un campione e di un uomo, un connubio che per Gian Luigi è indivisibile. Lo dimostra nel libro come lo ha fatto in pista: sicuro, deciso, poco spazio alle apparenze e l’obbiettivo teso al risultato. Tutto potrebbe però sembrare troppo freddo e razionale ma non è così. Sfogliamo il libro, guardiamo le foto e leggiamo il testo nel tempo di un gran premio. Non c’è intervallo, un semplice pit-stop per la classica e immancabile seccatura. Se non è un familiare è l’amico, di solito quello più antipatico, e se non lo era lo è improvvisamente diventato. Si riparte decisi a finire, la scrittura scorre veloce e la lettura la insegue. Un mondo diverso, irripetibile e, purtroppo, scomparso. Curve, salti, controsterzi; la “Muso Giallo”, rappresentata nella mirabile copertina, macina chilometri e avversari; il suo compagno, seduto al posto di guida, la accompagna, apparentemente con dolcezza, si parlano e si intendono, entrambi sanno cosa vogliono dall’altro e la bandiera a scacchi interrompe più una storia d’amore che una “semplice” competizione. Sfogliamo l’ultima pagina e non ci accontentiamo della parola fine, così ci leggiamo persino il codice a barre. Rigiriamo il libro nelle mani e diventa quasi un volante, come da bambini facevamo sul divano di casa. Ci ricordiamo dell’amico al telefono e mentre dobbiamo forzatamente ritornare alle seccature della quotidianità, pensiamo a cosa ci hanno lasciato queste pagine. La mente ci suggerisce tante parole e tanti aggettivi ma è il cuore che prende il soppravvento: non abbiamo letto un libro, abbiamo condiviso un’esperienza. 

Le foto che seguono, di Luciano Passoni, si riferiscono alla presentazione al Museo Cozzi - Legnano, presenti lo stesso Picchi e Davide Cironi, l'editore di Drive Experience. Anche le foto di Picchi del 1971 sono dell'archivio di Passoni, che le ha rese disponibili per il libro e alcune sono state pubblicate nello stesso.













giovedì 31 maggio 2018

"Scarfiotti - Dalla Fiat a Rossfeld": dal primo presidente della Casa automobilistica al campione delle corse


L’8 giugno 1968 la Porsche 910 guidata da Lodovico Scarfiotti esce di strada durante le prove del Premio delle Alpi, a Rossfeld in Germania. Incidente fatale per Scarfiotti, che il 4 settembre 1966 aveva vinto su Ferrari all'Autodromo di Monza l’unico gran premio della sua carriera (nella foto). Dopo questa vittoria, solo piazzamenti per i piloti italiani al Gran Premio d'Italia. 

Lulù Scarfiotti, vero gentleman delle corse in auto, diventò molto popolare soprattutto per le vittorie nelle gare in salita, sia in Italia sia all'estero, di cui fu eccellente interprete.
Al momento della sepoltura, nella tomba di famiglia, accanto alle sue sono incise le date di nascita e morte del nonno che, all’inizio del secolo scorso, era stato il primo presidente della Fiat, e con il quale il pilota condivide, oltre al nome, anche il destino di una fine violenta e precoce.
Il libro "Scarfiotti - Dalla Fiat a Rossfeld", di Lilerilibri editrice, ripercorre gli eventi della vita di questi due uomini che hanno lasciato un segno importante nella storia industriale e sportiva italiana ma che ne sono stati, in qualche modo, estromessi. Anello di congiunzione tra le due generazioni e fulcro di questa saga familiare è Luigi Scarfiotti, deputato, industriale, gentleman driver, figlio del primo Lodovico e padre del pilota.
L'opera di Paola Rivolta è un interessante racconto biografico nel quale passioni, affari, sport si intrecciano indissolubilmente attraverso un passaggio di secolo, due guerre mondiali, il fascismo, ripetute crisi economiche e il boom degli anni Sessanta.

mercoledì 11 aprile 2018

Scuderia Palladio presenta “Una curva lunga una vita” di Gigi Pirollo


Quarantatré anni di rally raccontati in un’avvincente sequenza di episodi e aneddoti vissuti a fianco di innumerevoli piloti. In queste poche parole, il condensato di decine di pagine di passione e storia dei rally raccontate a ruota libera direttamente dall’autore, Gigi Pirollo, che dopo aver riempito innumerevoli quaderni di note, ha metaforicamente usato la matita per narrare in “Una curva lunga una vita” episodi e aneddoti di quei rally che furono, corsi al fianco di piloti del calibro di Adartico Vudafieri o i fratelli Pasetti; ma anche Alex Fiorio, Gian Franco Cunico, Carlo Capone, Gian Domenico Basso, solo per citarne alcuni. 

Trecento pagine arricchite da un centinaio di immagini per una lettura tutta d’un fiato: dallo start della prefazione di Beppe Donazzan, per proseguire nei racconti che si susseguono come prove speciali per la stesura delle quali Gigi ha avuto il prezioso contributo dell’amico Giancarlo Saran.

Dopo il successo della presentazione in anteprima del volume avvenuta lo scorso 14 marzo, a Villa Emo di Vedelago, Mauro Peruzzi, Presidente della Scuderia Palladio non si è fatto sfuggire l’occasione di invitare l’amico Gigi ed organizzare una nuova serata che è stata fissata per martedì 10 aprile. In collaborazione con la Scuderia Palladio Historic, presso la sede in Viale Verona 85 a Vicenza con inizio alle ore 21, si terrà la presentazione che, oltre all’autore, vedrà la presenza di Gian Franco Cunico, uno dei tanti piloti navigati da Pirollo.

mercoledì 4 aprile 2018

Motori Universali Condor: una fabbrica, una storia, un paese


> di Luciano Passoni

Un racconto e una raccolta di appunti e testimonianze. Così Osvaldo Galli, autore di “Una fabbrica Una storia Un paese”, intreccia le vicende aziendali e familiari di intraprendenti industriali, che hanno dato vita alla “Costruzioni Meccaniche Fratelli Guidetti Motori Universali Condor”, alle tante storie dei lavoratori e delle loro famiglie che, come dice lo stesso autore, sono “intrepreti, a volte muti”, di una vicenda eccezionale, finita con il “bruciore della sconfitta”. 

L’azienda nasce a Milano nel 1920 e approda a Santa Cristina e Bissone (PV) durante il secondo conflitto mondiale, dove sposta la sua produzione per sfuggire ai bombardamenti alleati. Osvaldo ha lavorato, come il padre, in questa fabbrica, la sua è quindi anche testimonianza, nostalgica, piena di ricordi, di memorie e per certi versi romantica. La sua formazione e militanza sindacale gli permettono poi di inserirla perfettamente, come evidenziano le significative prefazioni del sindaco del comune pavese e dei rappresentanti CGIL e SPI della zona, nel contesto sociale ed economico di un periodo per certi versi industrialmente glorioso, per le comunità di queste zone, altrimenti destinate al solo lavoro dei campi. Lascio a loro le considerazioni su questi importanti aspetti e sulle vicende vissute dai dirigenti, dalle maestranze negli anni pre e post-bellici, dal ventennio fascista, la guerra, la resistenza e la liberazione. 
Il mio incontro, il mio interesse e la mia curiosità su questa pubblicazione nasce infatti dalla ricerca su una azienda di motociclette, la M.A.S.. Quest’ultima, fondata e diretta, negli stessi anni ’20, dall’ing. Alberico Seiling, ha avuto nei Guidetti qualcosa in più di uno stretto rapporto di collaborazione. Forse erano proprio loro a costruire i motori destinati a questi mezzi. Le due fabbriche distanziavano di poco, in un’area adiacente Porta Romana, allora confine della parte metropolitana milanese, che era una sorta di Silicon Valley della motoristica italiana. 

Numerose le immagini dell’epoca che ritraggono Antonio Guidetti, “leader naturale” tra i fratelli e stratega del management aziendale, con lo stesso Seiling. In più di un’occasione i due parteciparono anche a gare motociclistiche di fondo e regolarità. Uno dei fratelli, Gustavo, perirà in un incidente proprio dal ritorno di una gara. Nel 1935 i Guidetti assorbirono il marchio da Seiling che successivamente, nonostante un accordo contrattuale, fonderà un’altra aziendadi motociclette, la Altea. Questo porterà ad uno scontro legale che vedrà i Guidetti prevalere. Nel dopoguerra, almeno per il comparto motociclistico, la M.A.S non arriverà più ai livelli pre-conflitto e chiuderà l’attività nel 1956. La fabbrica, la produzione e le vicende della Guidetti Condor avranno invece un percorso diverso, dai fasti del dopoguerra, che fece di Santa Cristina e Bissone una sorta di cittadella metalmeccanica, al fallimento decretato nel 1971.Consiglio a tutti di approfondire questa parte di volume possibilmente unita ad una visita, sempre a Santa Cristina, al Museo contadino della Bassa pavese. Sarà un viaggio a ritroso che sembra lontano ma è solo ieri, certamente farà riflettere sul presente e guardare con più ottimismo un futuro che appare, al momento, incerto.

venerdì 22 dicembre 2017

La memoria in tratti di matita: Castellotti, la leggenda è oltre il traguardo


> di Luciano Passoni

All’ingresso della via qualche passante si ritrae sorpreso dallo stridore dei pneumatici sulla pietra ruvida. Lo sguardo incrocia il sorriso quasi beffardo, severo ma gentile del pilota, le cui mani sicure e forti, comandate dalla mente e dal cuore, dirigono un suono inconfondibile e cupo che si alza, si infrange e rimbalza tra le pareti dei palazzi. La Ferrari arriva improvvisa, come sbucata da una nuvola di nebbia padana, e si ferma docile e precisa agli ordini del suo cavaliere. Le anime antiche della città: poeti, musicisti e pittori, osservano stupiti dal cielo. Quale splendido insieme sarebbe per raccontare e descrivere, con la loro arte: le rime, la musica e la pittura le gesta, le avventure e le imprese di questo figlio, con questo nuovo vessillo, rosso e giallo, che porta alto il nome e i colori di Lodi. Eugenio scende, la gente si ritrae in silenzio, ammutolita e rispettosa. Adesso è qui, seduto in mezzo a noi e tutto può cominciare. Il ricordo e la memoria in tratti di matita: Castellotti, la leggenda oltre il traguardo.

Frutto del disegnatore e vignettista Alessandro Colonna, il libro a fumetti ripercorre la vita e la carriera sportiva di Eugenio Castellotti, indimenticato pilota automobilistico lodigiano. Nella cornice della sede della Banca Centropadana viene presentata l’opera realizzata a cura del Cams Eugenio Castellotti. La serata comincia con la breve introduzione di saluto di Maurizio Amadio del Club Castellotti, prosegue con il commento del Presidente della BCC, Serafino Bassanetti, che sottolinea l’impegno e il contributo della Banca nella valorizzazione del territorio, passando anche attraverso i personaggi più rappresentativi. 
Alvaro Corrù, presidente del Club, rappresenta l’orgoglio del sodalizio e di tutti gli iscritti per questa pubblicazione destinata a quanti hanno conosciuto l’uomo, il pilota, ma soprattutto ad approfondirne la conoscenza a coloro, specialmente giovani, che si avvicinano per la prima volta con interesse a questo sport. 

E’ poi la volta di Cesare De Agostini a tracciare con incredibile efficacia il profilo, più umano che sportivo, del grande pilota. Una storia di ieri che ancora oggi è incredibilmente attuale. Le sue intense parole sono una descrizione che porta Eugenio insieme al numerosissimo pubblico, accanto ad ognuno dei presenti. Viene da volgere lo sguardo intorno e cercarne la figura. A tanto riescono le parole del grande giornalista e scrittore. Cesare è Omero che canta Ettore. Da consumato attore non legge, declama e recita introducendo nella sala una commovente emozione. La sua voce investe tutti i nostri sentimenti ed i sensi, sentiamo e vediamo immagini reali che scorrono dal nostro cuore agli occhi. – Io non l’ho conosciuto ma gli voglio bene-. Poche e semplici parole che esprimono tutta la passione, oltre alla competenza, di un uomo verso un altro uomo, un ragazzo che a soli 26 anni, vissuti intensamente, si è incamminato verso la leggenda. Il finale spetta di dovere ad Alessandro Colonna, forse è proprio in questi momenti che un autore comprende quanto importante sia la sua opera. Un interesse nato quasi per caso che poi guida la mano come una forza misteriosa a far nascere quelle parole e quelle immagini. Scorrono sullo schermo le vignette e l’analisi non può essere solo di semplice tecnica. Ciò che prende vita non sono solo tratti di matita a riempire delle pagine, è l’anima di un artista che svolge un compito: raccontare una storia, una vita, che rimanga memoria e non solo ricordo.

- nella foto, da sinistra, Serafino Bassanetti, presidente BCC; il giornalista e scrittore Cesare De Agostini; Alvaro Corrù, presidente del Club Castellotti; Alessandro Colonna; Maurizio Amadio del Club Castellotti

"Con la Maserati nel cuore", sessant'anni di storia del Tridente


Disponibile in libreria “Con la Maserati nel cuore” scritto da Ermanno Cozza ed edito da Giorgio Nada Editore. Il libro in 500 pagine, corredato da foto a colori e in bianco e nero, è la biografia di un uomo entrato nel 1951 alle Officine Alfieri Maserati, componente del reparto corse Maserati F1 e considerato la memoria storica della Casa automobilistica modenese. Attraverso una narrazione appassionante e ricca di “dietro le quinte” finora inediti, Ermanno Cozza ripercorre oltre 60 anni di vita aziendale vissuta a stretto contatto di grandi campioni, in primis l’argentino Juan Manuel Fangio che nel 1957 conquistò il titolo mondiale F1 con la Maserati 250F. 

La presentazione, presso lo show room Maserati a Modena, è stata introdotta dal Direttore Stampa e Pubbliche Relazioni di Maserati Davide Kluzer e moderata dal giornalista Claudio Ivaldi. Protagonisti insieme all’autore anche Fabio Collina Responsabile Maserati Classiche, l’editore Giorgio Nada e Leonardo Acerbi, responsabile editoriale della Casa editrice. Al tavolo dei relatori Adolfo Orsi e Matteo Panini, noti collezionisti e tra i più autorevoli esperti a livello mondiale di auto d’epoca. Adolfo Orsi, che ha firmato la prefazione del volume, è il nipote dell’omonimo proprietario della Casa del Tridente dal 1937 al 1968. Matteo Panini insieme alla famiglia custodisce, in un museo unico al mondo intitolato a Umberto Panini, la più completa collezione di Maserati d’epoca.

Nel corso della serata Ermanno Cozza ha raccontato alcuni episodi salienti della sua lunga storia in Maserati e gli è stato consegnato un ricordo speciale da Roberto Mossino, After Sales Maserati.

Giorgio Nada con Ermanno Cozza
Spronato dalle domande dei partecipanti, Ermanno Cozza ha spiegato che: «Questo libro nasce da una promessa fatta ad un collezionista italo americano che aveva chiesto via fax al reparto Maserati Classiche una consulenza per restaurare una sua vettura. Qualche anno fa lo incontrai al raduno di Sankt Moritz e nel corso di un pranzo, affascinato dai miei racconti, mi diede l’idea e mi chiese di scrivere il libro. Più che la mia biografia è il racconto di una epopea industriale, di una azienda che da artiginale quale era, seppe dominare il mondo e vincere il titolo di F1 con mezzi enormemente inferiori rispetto alla concorrenza tedesca. Pensate che al reparto ricerca sviluppo noi eravamo 5, mentre i nostri avversari di allora potevano contare su 50 ingegneri. Per darvi l’idea della volontà e dell’ardimento che ci animava, il 25 dicembre 1953 passai la giornata di Natale in fabbrica per deliberare un motore che doveva partire per le corse. A essere sinceri non fu un grande sacrificio, era troppa la passione per questo lavoro. Da tanti maestri del Tridente che ho incontrato qui in fabbrica ho imparato la serietà sul lavoro, la capacità di apprendere, il modo di ascoltare ed aiutare il prossimo. Qualcuno la ha definita quasi come una malattia. Si chiama tridentite».

< Credits: Studio Bergonzini Comunicazione

martedì 13 settembre 2016

In libreria: "Formula 1 & Monza. Immagini di una corsa/A race in pictures"

La Formula 1 all'Autodromo di Monza. Una storia di quasi settant'anni raccontata attraverso una rara mole di immagini (oltre 900). I piloti e le macchine; le scuderie, soprattutto la Ferrari ma anche gli avversari; il pubblico sulle tribune, più o meno ortodosse, e sotto il podio dopo la corsa; la pista e i suoi cambiamenti dal 1948 quando venne ricostruita sotto l'attenta regia di Giuseppe Bacciagaluppi e incontrò la "massima Formula" dell'automobilismo sportivo quando il Campionato Mondiale doveva ancora avere inizio. 
"Formula 1 & Monza. Immagini di una corsa/A race in pictures" (www.giorgionadaeditore.it), importante volume presentato in occasione del recente Gran Premio d'Italia, ripercorre la grande storia della Formula 1 a Monza. 
L'autore, il giornalista monzese Enrico Mapelli è un profondo conoscitore della storia dell'Autodromo e del motorsport, un appassionato intenditore, che ha saputo raccontare, con il supporto di immagini anche inedite i diversi periodi della storia dell'impianto ed i molteplici aspetti che caratterizzano il binomio Formula 1-Monza. 
Enrico Mapelli ha ben accompagnato il suo racconto con immagini in gran parte provenienti dall'archivio della Casa Editrice (opera dei fotografi Erminio Ferranti, Danilo Recalcati e Franco Villani) e da altri professionisti che seguono l'attività del circuito monzese.

Formato 28x30 cm, pag. 360, oltre 900 foto in b/n e a colori, 
rilegato, testo italiano/inglese 






lunedì 16 maggio 2016

Novità in libreria: Giacomo Agostini al Tourist Trophy

"AGOSTINI AL TOURIST TROPHY: OLTRE LA LEGGENDA"


Autore: Mario Donnini 
Editore: Giorgio Nada Editore

Due miti tornano a incontrarsi. Giacomo Agostini, il centauro più vincente di tutti i tempi, con 15 titoli iridati all'attivo, e il Tourist Trophy, la corsa più antica, prestigiosa e pericolosa del mondo, che, dal 1907, si disputa sul Mountain Circuit dell'Isola di Man. 
Le dieci vittorie di Giacomo Agostini al TT su MV Agusta, dal 1965 al 1972, rappresentano uno dei traguardi più preziosi e mozzafiato del "campionissimo" di Lovere che, per la prima volta, apre i diari inediti per raccontare le sue prodezze sull'Isola. 

Dai duelli leggendari con Mike Hailwood fino alla drammatica edizione 1972, quando, dopo il suo decimo successo, ottenuto nella Senior, l'asso italiano decise, per motivi di sicurezza, di dire basta e per sempre con il TT, anche a seguito della morte del pilota e amico triestino Gilberto Parlotti. 

Assieme al giornalista Mario Donnini, lo scrittore che ha vissuto e pubblicato di più su questa mitica gara, "Ago", il pilota italiano che ha vinto di più al TT, svela se stesso nella corsa più terribile e affascinante al mondo. Il risultato è un volume attesissimo e imperdibile per tutti gli appassionati del motociclismo da corsa.

venerdì 26 giugno 2015

Da Giorgio Nada Editore il catalogo del nuovo Museo Storico Alfa Romeo


In occasione dell'inaugurazione del nuovo Museo Storico Alfa Romeo di Arese, tenutasi il 24 giugno scorso, giorno in cui l'Alfa ha compiuto 105 anni e ha presentato la nuova GIULIA, Giorgio Nada Editore in collaborazione con FCA - Fiat Chrysler Automobiles ha pubblicato Il volume "Museo Storico Alfa Romeo - Il Catalogo" a cura di Lorenzo Ardizio. 

Il catalogo ufficiale del nuovo museo è l'occasione per ripercorrere la storia del Marchio ma soprattutto per accompagnare il lettore-visitatore attraverso i nuovi percorsi espositivi lungo i quali le vetture sono organizzate e suddivise per temi. 

Le gloriose auto sportive (dalla P2 alle 33 in tutte le loro declinazioni, sino alle meno fortunate monoposto di F1) sono raccolte sotto il segno della Velocità, mentre 1750, 8C 2900, 6C 2500, 1900, Giulietta, Alfetta sino a quelle della più recente produzione testimoniano le tappe più importanti della storia industriale del Biscione. 

Un'altra sezione è quella del Design dove le protagoniste sono vetture come la 33 Stradale, la Carabo o la Nuvola, pietre miliari nell'evoluzione stilistica dell'automobile.

venerdì 5 dicembre 2014

"La collina degli audaci": la storia del Circuito di Posillipo e del Gran Premio di Napoli


Tra i vincitori della corsa anche Tazio Nuvolari. Ottant'anni fa, il primo Gran Premio di Napoli vide il pilota mantovano primo al traguardo. Seguirono altre 18 edizioni fino agli anni Sessanta. 
Il circuito era disegnato sulla collina di Posillipo, un tracciato cittadino non facile da interpretare e su cui si cimentarono i più grandi piloti dell'epoca: da Nino Farina a Alberto Ascari, da Eugenio Castellotti a Juan Manuel Fangio, da Giancarlo Baghetti a Maria Teresa de Filippis, che correva sulla pista di casa. 

"La collina degli audaci" (Editore ASI Service - Torino) è il titolo del libro che racconta la storia del Gran Premio di Napoli e dei piloti che si sono sfidati a Posillipo. Gli autori Massimo Nobile e Sergio Troise hanno raccolto documenti e immagini (circa 450) presso l'Archivio Parisio, l’Istituto Luce e collezioni private riuscendo nel non facile intento di documentare e raccontare tutte le 19 edizioni del Gran Premio con classifiche e curiosità. 


giovedì 16 ottobre 2014

Arriva in libreria la "1000 Km di Monza" di Aldo Zana (Giorgio Nada Editore)

La partenza della "1000 km di Monza" del 2005 - Foto Danilo Recalcati



Una corsa leggendaria, grande classica del motorsport internazionale, arriva in libreria grazie all'editore Giorgio Nada che ha pubblicato una notevole opera di Aldo Zana, apprezzato storico dell'auto. 

"1000 km di Monza" è il titolo del volume che ripercorre la storia della gara di durata diventata una leggenda nel mondo dell'automobilismo sportivo e disputata dal 1965 per oltre vent'anni sulla pista stradale dell'Autodromo di Monza. La serie della "1000 km di Monza - Trofeo Filippo Caracciolo" per vetture Sport e Prototipi finì con il Mondiale Marche nel 1992 per tornare alcuni anni più tardi e interrompersi definitivamente nel 2008.
Aldo Zana ripercorre, anno per anno, tutte le edizioni della gara, comprese quelle disputate dal 1995 al 2008. Per ogni edizione della corsa sono pubblicate la griglia di partenza e la classifica. Un’opera monumentale, impreziosita da centinaia di immagini d’archivio.

venerdì 14 marzo 2014

AI PILOTI DI UN TEMPO. RICORDI DI EROS CRIVELLARI











Da non perdere per gli appassionati di auto, di corse e della storia dell'automobilismo sportivo. Di piloti e delle loro imprese. Con un nome, Crivellari, che a Mestre e dintorni è sinonimo di automobili, motori, garage. Famiglia di piloti innamorati delle corse, come la Mille Miglia; generazioni attraversate dal rombo di motori da corsa. Una storia che parte un secolo fa e a raccontarla è Eros Crivellari che, a 86 anni, ha deciso di raccogliere documenti, fotografie e trofei per affidarli a questo libro. Dedicato ai piloti di un tempo. 
Editore: Centro Studi Storici Mestre
A Milano si trova presso la Libreria dell'Automobile in corso Venezia 45.


giovedì 13 febbraio 2014

LA FAMS PRESENTA IL VOLUME "MONDIALE RALLY 2013"

La FAMS, Federazione Auto Motoristica Sammarinese, presenterà Sabato 15 febbraio (ore 17.00 al Centro Commerciale Atlante), il volume "Mondiale Rally 2013", con la partecipazione di speciali ospiti e dell’autore, il giornalista di Autosprint Sergio Remondino, che ha realizzato il volume corredandolo con le splendide immagini di Massimo Bettiol.


Il libro ripercorre l'avvincente stagione del debutto Volkswagen nei rally iridati e viene rivissuta la trionfale cavalcata della Volkswagen Polo R Wrc e di Sébastien Ogier, terminata con la conquista della doppia corona iridata, i titoli Piloti e Costruttori. In "Mondiale Rally 2013" viene dato ampio spazio a ciascuna delle 13 gare che hanno animato la stagione ed ampio spazio è riservato inoltre alla Polo R Wrc, alla storia della Volkswagen nei rally ed a tanto altro, con un'intervista esclusiva a Seb Ogier. A completare il volume, che ha testi in italiano e inglese, una ricca parte dedicata alle statistiche, con tutti i vincitori delle gare valide per il Mondiale da quando è stato istituito, nel 1973. Questo evento è organizzato in collaborazione con la Concessionaria Reggini che esporrà una speciale vettura stradale Volkswagen Polo R WRC autografata da Carlos Sainz e Luis Moya durante lo scorso Rallylegend.


martedì 21 gennaio 2014

PRESENTATO IL LIBRO DI GIANFRANCO COLASANTE "MITI E STORIE DEL GIORNALISMO SPORTIVO". GARAGE GROUP ENTRA NEL MONDO DELL’EDITORIA LANCIANDO UNA COLLANA DI STUDI ED APPROFONDIMENTI SULLO SPORT ITALIANO


È stato presentato questa mattina a Roma, presso il Palazzo delle Federazioni, il libro di Gianfranco Colasante "Miti e Storie del Giornalismo Sportivo – La Stampa Sportiva Italiana dall’Ottocento al Fascismo", edito da Garage Group Srl, che ripercorre storie e scenari dei pionieri e delle testate che hanno affiancato e promosso lo sviluppo dello Sport in Italia: da A.G. Bianchi ad Emilio Colombo; dalla “rivista Velocipedista” a “La Gazzetta dello Sport”. 


Presenti all’incontro al fianco dell’autore il “padrone di casa” Mario Scarzella, Presidente della Federazione Italiana di Tiro con l’Arco, l'editore Andrea Ialongo ed i giornalisti Valerio Piccioni de La Gazzetta dello Sport e Giacomo Crosa di Mediaset.


"Miti e Storie del Giornalismo sportivo" fa parte di una Collana di studi ed approfondimenti sullo sport italiano ideata e curata dallo stesso Gianfranco Colasante, edita da Garage Groupe che comprenderà i seguenti titoli:

- Bruno Zauli
“Il più colto uomo di sport”
(la cui uscita è prevista questa primavera)

- La nascita del movimento Olimpico in Italia
Dal conte Brunetta d’Usseaux alla costituzione del CONI

- A-Z: Cinque Cerchi Azzurri – 1896 / 2014
Tutti i 5000 italiani che hanno gareggiato ai Giochi Olimpici

- Alle radici del giuoco del calcio in Italia
Le società e i giuocatori che hanno scritto la leggenda del football.