giovedì 25 gennaio 2024
F1/ Per Leclerc rinnovo pluriennale con la Scuderia Ferrari
Fred Vasseur, Team Principal: “Il legame di Charles con la Scuderia va oltre quello di un pilota con il suo team: Leclerc è parte della famiglia Ferrari da ormai otto anni, da prima che indossasse la tuta con il Cavallino Rampante. Il DNA della nostra azienda così come i suoi valori sono parte di lui ed è stato dunque naturale trovarsi d’accordo sul rinnovo della nostra collaborazione. Di lui conosciamo la voglia incessante di superare i propri limiti e ne apprezziamo le grandi capacità di duellare e compiere sorpassi in gara. Siamo determinati a dare a Charles una vettura vincente e so che la sua decisione e il suo impegno saranno elementi che potranno fare la differenza per i traguardi che vogliamo raggiungere”.
Charles Leclerc: “Sono molto contento di continuare a vestire la tuta della Scuderia Ferrari anche nelle prossime stagioni. Gareggiare per questa squadra è il mio sogno fin da quando avevo tre anni: vedevo il Gran Premio di Monaco dalla finestra di casa di amici e alla curva di Ste. Devote cercavo con gli occhi la vettura rossa. Questo team è la mia seconda famiglia, fin da quando sono entrato a far parte della Ferrari Driver Academy nel 2016 e insieme abbiamo lottato compatti nelle avversità e scritto pagine indimenticabili negli scorsi cinque anni. Credo però che il meglio debba ancora venire e non vedo l’ora di iniziare questa stagione per cercare di far progredire ancora la squadra e metterci in condizione di essere competitivi ad ogni gara. Il mio sogno resta vincere il titolo con la Ferrari e sono sicuro che negli anni che ci attendono insieme sapremo toglierci delle belle soddisfazioni e dare ai tifosi qualcosa per cui gioire”.
Foto Claudio Pezzoli - New Reporter Press
Internazionali d’Italia: Andrea Adamo sarà in pista a Mantova l'11 febbraio, l’intervista
Mantova, 25 Gennaio 2024- La presenza di Andrea Adamo agli Internazionali d'Italia che si correranno al Città di Mantova domenica 11 febbraio è tra i motivi di grande interesse di questa competizione, che da 40 anni, con diverse formule, apre la stagione del motociclismo in pista. Quest'anno al via il 5 volte iridato Tim Gajser con HRC Honda, il Campione del mondo MXGP 2015 Romain Febvre con Kawasaki Racing e Andrea Adamo con RedBull KTM, neo Campione del mondo della MX2. Adamo è il nuovo talento siciliano al quale tutto il motociclismo guarda con interesse e passione perché è stato lui a riportare in Italia il titolo della classe cadetta, 16 anni dopo Antonio Cairoli, che vinse nel 2007.
Andrea è però anche un grande frequentatore e conoscitore del Circuito Città di Mantova, la prima pista internazionale dove si allenato da piccolo. Pur essendo nato a Erice in Provincia di Trapani il 23 settembre del 2000, si è trasferito da giovanissimo in Emilia a Savignano sul Panaro per correre con il team SM Action che lo ha valorizzato e portato al debutto nel 2019 con la Yamaha. Dopo un ottimo mondiale 2022 con GasGas, concluso all'8° posto, l'anno scorso ha risposto alla grande alla chiamata del team ufficiale della Casa austriaca, vincendo 2 GP e il titolo mondiale con 63 lunghezze sul belga Jago Geerts (Yamaha), anche lui presente a Mantova 2024. Dalla penisola iberica, dove si sta allenando in vista del debutto Adamo racconta che:
Quest'anno però non avrai Tony Cairoli a darti i suggerimenti da bordo pista?
«Quando ero piccolo consideravo Tony un idolo e mi porterò sempre dietro il suo insegnamento. Non appena ho avuto l'occasione di lavorare con lui mi sono sentito in primo luogo fiero, anche come siciliano e molto felice. Durante la scorsa stagione ho trascorso più tempo con lui in Belgio che in Italia e questo mi ha aiutato molto a gestire le difficoltà dell'ultimo periodo, perché dopo la vittoria del GP Finlandia sono diventato un possibile Campione e ho sentito molta pressione sulle mie spalle . Tony mi mancherà, ma KTM è una grande squadra e ha un coach come Joel Smets , che in quanto a esperienza e carisma non è secondo a nessuno. Confrontarmi con Joel mi aiuta sempre molto».
Parliamo dei tuoi progetti, a cominciare dagli Internazionali d'Italia a Mantova, una pista che ben conosci?
«Ho iniziato a girare a Mantova quando avevo 10 anni, subito dopo essermi trasferito con la mia famiglia a Bologna. Sono molto grato ai miei per avermi dato l'opportunità di andare in moto, non è stato facile, eravamo in 6 in casa ei miei avevano un lavoro normale e non erano nemmeno appassionati di cross. Spero con la vittoria del mondiale di averli in qualche modo ripagati. Mantova è una gara speciale, la pista è preparata alla perfezione e c'è sempre tanto pubblico , tanti amici e fan che vengono a trovarmi. Sarebbe bello poter partire con una vittoria, il mio obiettivo di quest'anno è vincere il secondo mondiale MX2».
lunedì 22 gennaio 2024
La collezione Alfa Romeo del Museo di Arese
Testo e Immagini ©Massimo Campi
Visitare i luoghi nascosti, scoprire vetture iconiche, storie, aneddoti, passeggiare tra i depositi dove sono conservati auto e materiali della Alfa Romeo normalmente non esposti nel Museo, tutto questo è possibile ad Arese con l’iniziativa delle visite alla Collezione del Museo.
Negli spazi della struttura, non è possibile esporre la grande quantità di mezzi e materiali che ha prodotto il marchio italiano nella sua lunga e gloriosa storia. Molte vetture e prototipi vengono esposte a turno e poi ricoverate negli spazi delle collezione, due piani pieni di importanti testimonianze di una storia che ha fatto del marchio italiano uno di più iconici e conosciuti al mondo.
La visita inizia con una Darracq, la vettura di inizio novecento che lega l’origine del marchio alla futura produzione. La Società Italiana Automobili Darracq nacque a Napoli nel 1906 producendo le automobili su licenza del marchio francese. Poco dopo venne trasferita a Milano con uno stabilimento nella zona del Portello ma ben presto fu posta in liquidazione e venne rilevata da un gruppo di imprenditori lombardi il 24 giugno 1910, facendo nascere la ALFA ovvero l’Anonima Lombarda Fabbrica Automobili.
Da quel momento inizia una storia con i suoi alti e bassi, ma tanta gloria e fama. Dopo la prima parentesi bellica l’arrivo di nuove finanze e di Nicola Romeo, la fabbrica del Portello diventa famosa nel mondo con le sue auto sportive e la conquista del primo titolo mondiale nel 1925.
Un secondo periodo complicato è quello delle Seconda Guerra Mondiale, molti impianti dell’Alfa Romeo vengono riconvertiti alla produzione bellica e varie attrezzature di uso civile, ma anche di cucine, e tutto questo si può vedere nei locali della collezione.
Il marchio italiano si è sempre distinto con molte realizzazioni che hanno creato o cambiato l’immagine dell’automobile e molti prototipi sono stati eseguiti per poi dare inizio alla produzione. Spesso le realizzazione sono state effettuate dai migliori carrozzieri come la Touring fondata da Felice Bianchi Anderloni e Gaetano Ponzoni a Milano, ma anche da Zagato e da Bertone, ed infine dal Centro Stile dell’Alfa Romeo.
Le corse sono state un capitolo importante nella casa italiana, i primi titoli mondiali di Formula 1 segnano le vittorie di Farina e Fangio con l’Alfetta 158 e 159. L’Alfa Romeo è poi tornata alle corse negli anni ’60 ed è ritornata in Formula 1 con una sua vettura, la 177 che esordì nel Gran Premio del Belgio 1977 con alla guida Bruno Giacomelli. L’Alfa Romeo sbarca anche oltre oceano fornendo i motori per correre nelle F.Indy con il V8 realizzato da Claudio Lombardi. Nel settembre 1989 l’Alfa Romeo si lega al team Patrick diretto da Chip Ganassi. La March-Alfa Romeo del team si dimostra veloce ma non dà grandi risultati finché il team divorzia da March e inizia un rapporto con Lola che diventa prioritario. La macchina ottiene dei buoni piazzamenti ma l’avventura nella formula Indy di Alfa Romeo terminerà con un po’ di rimpianto perché il potenziale del propulsore appare ancora oggi più significativo dei risultati concretamente ottenuti.
Infine tra i locali della collezione, oltre al bellissimo prototipo Gr.C che non ha mai corso, ci sono le vetture Turismo più iconiche come la 155 V6 DTM di Alessandro Nannini e la 75 Turbo Evoluzione IMSA che corse il Giro d’Italia 1988 con Biasion, Siviero e Larini.










































































































