mercoledì 15 aprile 2026

Franco Bosio, “il pilota di Melegnano”



> di Luciano Passoni


Il nome potrà dire non molto al grande pubblico di appassionati, tanta gomma è stata lasciata sull’asfalto delle piste italiane, tanta quanto l’acqua che passata sotto i ponti, eppure Franco Bosio, a suo modo, ha lasciato il suo nome nella storia, neanche tanto piccola, della Formula 875 Monza; vetture monoposto con le quali si disputavano, dal 1965 al 1984, le gare del Trofeo Cadetti Agip.

La formula estremamente economica favorì la diffusione della categoria che diventò una vera e propria fucina di piloti, preparatori, meccanici, addetti ai team e alle piste. Nel periodo migliore arrivò a contare una media di 80 vetture per gara, arrivando a punte di oltre 100. Franco, con alle spalle esperienze nelle gare di regolarità, scopre il potenziale della formula e, insieme a qualche amico, riesce a mettere in pista una vettura. Nel contempo nasce la SCAM (Squadra Corse Auto
Melegnano) e il sodalizio comincia a raggiungere i primi risultati. Successivamente passa alla Scuderia Concordia e, nel settembre del 1971, scrive il suo nome nell’albo d’oro del Trofeo conquistando la vittoria. Lo farà con una LAB, vettura costruita a Melegnano interamente in vetroresina, molto innovativa per quegli anni. Sempre nel ’71 sale sul podio della classifica generale arrivando al terzo posto. Negli anni successivi passa alla Formula 850 e nelle piazze con il Trofeo Superturismo, con gimkane e slalom, poi con gli impegni di lavoro e famigliari lascia piano piano l’agonismo. Esprime però il suo coraggio e la generosità diventando volontario nella locale Croce Bianca. Sarà uno dei primi “piloti del cuore”, addetto al trasporto degli organi per i trapianti.
Non mancherà di guidare per le prime formazioni di Protezione Civile nei soccorsi ai territori colpiti da calamità naturali. Con spirito d’avventura, coraggio la sua vocazione turistica si mise a capo delle carovane di camperisti nei viaggi “oltrecortina” e verso il mito di Capo Nord. Il tutto molto prima che cadessero quei confini che sembravano invalicabili e Google maps togliesse l’aurea romantica di viaggi che, prima di tutto, erano sogni, che lui aiutava a realizzare. Una generazione di piloti e di uomini dove la passione prevaricava la tecnica. un uomo che si è arreso, ad 83 anni, solo all’inesorabile trascorrere del tempo.