Si è conclusa con un altro grande e atteso successo di pubblico. Gli 8 padiglioni coperti e le sei aree esterne di Veronafiere sono stati presi d’assalto da un numero record di visitatori da tutto il mondo, confermando la dimensione internazionale e il ruolo di vetrina strategica per il settore delle due ruote. Non può che dirsi soddisfatto il patron di MBE, Francesco Agnoletto: «E così, anche questa edizione è andata. Peccato, perché i tre giorni di festa e passione sono un bel momento che aspetto per un anno, poi volano. Come quando si viaggia in moto e il tempo sembra correre troppo velocemente. Ho incontrato grandi personaggi, ho visto belle moto e tante novità. Ma sono l’entusiasmo e la positività dei motociclisti che mi appaga più di tutto. Ringrazio gli espositori che per la 32esima volta hanno creduto in noi. E grazie ai visitatori, che sono venuti in massa e sono l’anima di questa manifestazione».
Paola Somma, co-fondatrice e Sales manager di MBE, sottolinea come la manifestazione «continua a crescere facendo sì che il suo riconoscimento sul panorama internazionale sia sempre più importante. Lo testimonia il numero sempre maggiore di pubblico, che a ogni edizione invade gli spazi di Veronafiere sapendo di trovare qualcosa di più e di nuovo rispetto all’anno precedente. E lo certifica la presenza sempre maggiore di Case, aziende, operatori e artisti legati alle due ruote».
«Nonostante il record di presenze, il nostro obiettivo rimane sempre la qualità», commenta Federico Agnoletto. «Il focus è sempre quello di mettere in contatto diretto gli appassionati con le aziende. Probabilmente è proprio questa la chiave del successo, l’unicità di Motor Bike Expo».
Federico Bricolo, presidente di Veronafiere: «Se MBE è il place to be per tutti i motociclisti, Veronafiere si conferma la piattaforma migliore per supportare la crescita e il successo della manifestazione. MBE quest'anno taglia il traguardo delle 18 edizioni a Verona raggiungendo una nuova maturità del format anche a livello di promozione internazionale, grazie alla collaborazione con ITA - Italian Trade Agency, per la prima volta presente in fiera con un progetto del Maeci».
L’ambassador di MBE Andrea Verona, 8 Mondiali (in 9 anni) in bacheca nell’Enduro, ha incontrato gli appassionati sull’Adventure Stage. «È fantastico essere qui, in una manifestazione che ogni anno riesce a crescere e stupire sempre di più. C’è tantissima gente, moltissimo entusiasmo, questa è una vera festa del motociclismo». Fresco del passaggio dalla Gas Gas alla
KTM, dopo un 2025 nel quale oltre al titolo, ha contribuito in maniera pesante alla conquista da parte dell’Italia della Sei Giorni edizione numero 99 – il suo numero di gara –, Verona è pronto a iniziare la stagione con l’obiettivo di arricchire il proprio palmarès. «L’inverno finora è stato ottimo, domani tornerò in Sardegna per continuare con gli allenamenti, perché si può sempre migliorare».
Un altro campione del mondo che ha entusiasmato il pubblico del MBE Trophy Super Enduro è stato l’inglese Billy Bolt, cinque volte iridato nel FIM Super Enduro. «Sono contento di essere venuto qui a Verona, per quello che è un fine settimana diverso dal solito. Girando per i vari
padiglioni ho visto tante idee e proposte originali, e anche tantissima gente. Qui si respira un vero entusiasmo per la moto». L’MBE Trophy Super Enduro è stato un piacevole divertimento, in attesa
di riprendere il lavoro per mettersi a caccia del sesto titolo: «Ho vinto le prime tre gare e la prossima settimana in Ungheria disputeremo il quarto round», racconta il fenomenale inglese, che a Verona ha dominato le manche della domenica ma, a causa di un problema tecnico nella giornata di ieri, che lo ha costretto al ritiro, non ha potuto giocarsi la finalissima della categoria
Straight Rhythm Gold, che invece è stata appannaggio di Alessandro Azzalini su KTM 300, vincitore su Giacomo Brunisso e Daniele Reghellin, entrambi su Beta. Nella Silver, Andrea Fornasa su Husqvarna ha preceduto Antonio Antiri e Luca Nobis. La finale della Bronze è stata vinta da Valerio Gaspari davanti a Simone Zola, entrambi su KTM, e Valeria Di Iasio.
Anche lo sloveno Tim Gajser, pluricampione del mondo (5 volte) del mondo Cross, ha cambiato casacca dopo 10 anni di fedeltà alla Honda, per vestire i colori della Yamaha. Presente a MBE, ha dichiarato che «non è stata una scelta facile, ma se avevo qualche dubbio su cosa avrei potuto aspettarmi, è svanito non appena ho provato la Yamaha. Mi sono trovato subito a mio agio con la moto, che va fortissimo e adesso non vedo l’ora di cominciare. Il primo esame sarà quello degli
Internazionali d’Italia ad Alghero dell’1 febbraio, quindi subito dopo toccherà a Mantova. Ho tanto entusiasmo, voglio tornare a giocarmi il Mondiale. Il calore della Yamaha e dei suoi tifosi, come ho già visto oggi qui al Motor Bike Expo, una fiera che mi ha sorpreso per la passione che si respira, sarà un’arma in più».
Le novità di prodotto hanno attirato l’attenzione dei visitatori. Nel Pad. 6, i riflettori di Aprilia sono puntati sulle sportive della famiglia Factory, dalle grafiche inedite ispirate alla ricerca aerodinamica, e sulle RS e Tuono 457, dedicate ai giovanissimi. Nuovissimo anche lo scooter SR GT 400, pronto all’avventura, figlio della cultura motociclistica della Casa di Noale. La Aprilia Tuareg si presenta nella versione Rally, derivata dalla moto due volte trionfatrice della Africa Eco
Race. Proprio in concomitanza con MBE, scatterà l’edizione 2026 del raid africano nel quale Jacopo Cerutti e il team Aprilia Tuareg Racing inseguiranno il terzo successo consecutivo. Da parte sua Moto Guzzi rinnova l’estetica di Stelvio, V7 e V85 ispirandosi alle grafiche e ai temi dello sport e del viaggio che raccontano la storia dell’Aquila di Mandello. In particolare, spicca il ritorno del Rosso Monza, una colorazione leggendaria, ora adottata dalla V7 Sport.
In casa BMW Motorrad, il direttore generale Alessandro Salimbeni sottolinea come la Casa
dell’Elica «ha creduto nel MBE fin dalle prime edizioni, aumentando la propria presenza di pari passo con l’evoluzione della manifestazione. Oggi, accanto alle moto del mondo Heritage, esponiamo l’intera gamma GS, a partire dalla grande novità del 2026, la F 450 GS».
Un’altra aquila, quella di Moto Morini, spiega le ali della passione facendo volare il desiderio intorno alla X-Cape 1200 e alla novità Alltrhike, che fa dello spirito avventuroso la sua identità offroad. L’agile adventure con motore bicilindrico in linea 500 e la ruota anteriore da 21” promette di fare breccia nel suo segmento di mercato. Gli appassionati di Custom si sono affollati intorno alla Calibro anche nella versione Bagger, dotata di carenatura e valigie laterali per il touring a lungo raggio.
Positiva l’esperienza di MBE per Ohvale: «Per noi è una fiera di riferimento, perché ci pone
veramente vicini al pilota. Abbiamo l’occasione sia di incontrare i ragazzi che hanno partecipato all’attività sportiva durante l’anno, sia di far scoprire il mondo delle competizioni ai nuovi appassionati». Ohvale ha integrato la gamma di moto con ruote da 10” e 12” con un nuovo
modello da 17”, per accompagnare i giovani piloti dall’esordio nel motociclismo sportivo fino alle 250.
Nello stand SWM Motorcycles del Pad. 12, la curiosità dei visitatori è tutta per il sidecar
bicilindrico Urban 525, una sorpresa di mercato positiva per i numeri e per l’accoglienza deimotociclisti che amano guidare in famiglia. Altra novità importante è la scrambler Super Six6, che ripercorre la storicità del marchio fondato nel 1971, insieme con la Silver Vase 650. Un’altra grande novità di gamma è la adventure Versante, spinta dallo stesso motore bicilindrico parallelo da 500 cc della naked Gran Milano.
Sempre nel Pad. 12, Mondial si rivolge alla nuova generazione dei motociclisti con una serie di modelli disegnati e progettati in Italia, come le enduro Mud 452, anche con grafica Lucky Explorer, le SMX 125 e 300 e la Duel X 125 per i ragazzi che sognano l’avventura. La vera novità di MBE 2026 è però la Spartan 600, un bobber dalle linee moderne dotato di biclindrico parallelo e con unprezzo d’attacco. Altrettanto appetibili le proposte del marchio indiano Hero, che debutta in Italia con la distribuzione di Pelpi International. Le “endurine” Xpulse e Xpulse Pro sono due entry-level che permettono l’ingresso nel mondo offroad spendendo il minimo. In particolare, la Pro dispone del manubrio alto per la guida in piedi, le sospensioni regolabili rialzate e il cupolino protettivo. Invece la Hunk 440 è la stessa roadster urbana che sul mercato asiatico è proposta con il marchio Harley-Davidson.
Cilindrate e potenze più elevate per Cyclone: fra le altre, il brand del gruppo cinese Zongshen ha presentato a Veronafiere le cruiser RA600 e RA1000. La prima si distingue per l’estetica bobber postmoderna, vera e propria anticipazione della gamma 2026. Imminente anche l’arrivo sul mercato italiano di una enduro 125. Infine, il marchio taiwanese Sym si è ritagliato un motivo di attenzione presentando il Cruisym, lo scooter da 400 cc pratico per la città, ma adatto anche al turismo di breve-medio raggio grazie alla protezione aerodinamica, alle borse rigide e a una dotazione tecnologica completa.
Nel pomeriggio di domenica, sul Main Stage del Pad. 1, Metzeler ha premiato la moto custom scelta fra tutte quelle presenti a MBE per il particolare tocco di originalità. Il global brand manager Alberto De Luca ha chiamato sul palco la crew di Befuel, che si è aggiudicata il Metzeler Award 2026 con la “Midnite Bones”, una show-bike nel senso più autentico del termine. Costruita su base Harley-Davidson CrossBones con forcella springer, è stata dotata di carenatura da cruiser e sovralimentazione a doppia turbina, in bella vista sul lato destro. È una “half-bagger”: la presenza della valigia fissa sul solo lato sinistro esalta la presenza dello pneumatico Metzeler Cruisetec da 200.
MBE Premium Selection, in collaborazione con la rivista Lowride, ha visto come Best of Show la Nike di Gallery Motorcycles. Oltre 20 i premi assegnati, tra cui uno Special Award alla Suzuki Hayabusa dell’emiratino Ahmed Al Hammadi, il Punta Choice della crew di Punta International a T4 Motorcycles, il Best Freestyle ad Arnone Garage e lo Sporty Award di Duecilindri allo Sportster di Wild Wheels Garage.
Prima dei bike contest sono stati premiati non le moto più appariscenti, ma i piloti più veloci che hanno partecipato alla prima stagione della Bagger Racing European Cup: dopo il gran finale a Jerez di novembre, a trionfare nella classifica assoluta è stato Manuel Grandi su Indian Challenger preparata da Denis Pagani di Thirteen Garage. Sul secondo gradino del podio Ruben Xaus e bronzo per Andrea Tomio. La classifica Silver è stata assegnata invece a Marco Attanasio su Ducati Diavel. Ha chiuso la domenica di contest il Clubstyle Connection di Punta International che ha valorizzato le migliori tre realizzazioni: il Road Glide di 4Touring e Vity’s Design, il Low Rider ST di Rck Roll Chop e al primo posto il Dyna di Lucas Carbon.
Nel “Distretto ruote piccole” del Padiglione 9 la domenica è stata ulteriormente vivacizzata dalla premiazione dello Special Moped & Scooter International Contest 2026. Organizzato da Special Senza Marce, con i suoi “cinquantini” a 2 e 4 tempi si è ritagliato la popolarità fra il pubblico con i suoi piccoli capolavori di restauro, stile e creatività. Al punto che fra i componenti la giuria ci sono anche il customizzatore taiwanese Winston Yeh, in arte Rough Crafts, ospite d’onore di MBE, e altri nomi noti del custom come Hazard Motorcycles e Simone Conti. La vittoria è andata alla Motom 50 da competizione del 1959 costruita dal veronese Umberto Righi. Una vetrina di raffinatezza tecnica “vecchia scuola”, che ha avuto ragione dell’altrettanto preziosa Itom Astor 50 di Luciano Albieri e della Beta Camoscio 48 di Fabio Cantin, con motore 125 da kart. Il premio speciale è toccato alla special su Benelli Lazer 50 del 1987, che Andrea Fumagalli ha convertito a pedali.
Sempre domenica, sullo Sport Stage Cristina Siani ha presentato il libro postumo dell’indimenticabile Giovanni di Pillo “Se sei incerto… Tieni aperto!”, pubblicato da CMD. Al
pubblico del Pad. 12, Cristina ha raccontato che “Giovanni iniziò a scriverlo nel 2020 ripercorrendo la sua passione per le moto e i motori: dall’infanzia a Viareggio all’approccio con il giornalismo iniziando con il motocross, per poi scoprire il suo talento di speaker sui campi di gara e infine nella televisione dove ha trovato il suo habitat professionale». Il libro è nato da un momento intenso: il risveglio dopo un incidente, che riaccese i ricordi di una vita “ad alta velocità”, interrotta solo dalla sua scomparsa nel 2022. «Il testo è assolutamente fedele alla sua versione originale; non sappiamo e non sapremo mai se e come avrebbe voluto completarlo».
Main partner di MBE, il produttore di lubrificanti e additivi Liqui Moly ha trovato a Verona una collocazione ideale nel connettersi con i motociclisti e gli appassionati. «Buona la prima, buona la seconda, ma noi non ci accontentiamo. Per questo motivo la nostra partnership è stata rinnovata per altri tre anni, anche se Liqui Moly la considera continuativa e consolidata da tempo», spiega Tina Martella, responsabile marketing Italia. «Anche questa del 2026 è un'edizione di MBE che non ha deluso e ha soddisfatto le aspettative del pubblico. Soprattutto quelle di Liqui Moly, che nella sua nuova veste comunicativa ha avvicinato maggiormente la community B2C».
- comunicato stampa Motor Bike Expo