venerdì 14 dicembre 2018

I primi vent’anni Club Storico Peugeot

11 dicembre 1998 – 11 dicembre 2018: il Club Storico Peugeot taglia il traguardo dei primi vent’anni di attività più in forma che mai. Nato per censire i modelli storici presenti sul territorio nazionale, il Club ha saputo riunire ed organizzare attorno a sé i tanti appassionati del Marchio sparsi lungo la Penisola contribuendo a valorizzare la presenza di Peugeot nel nostro Paese ed il suo immenso patrimonio storico.
Il Club Storico Peugeot annovera, ad oggi, oltre 4000 iscritti alla newsletter, oltre 1100 vetture censite, la maggior parte rappresentate da Peugeot 205, 70 vetture da competizione e 130 soci.

In questi anni l’opera fattiva del Club ha favorito la nascita di associazioni collaterali dedicate a modelli specifici che hanno fatto la storia del Leone, come Club 106 Rallye, 406 Coupé Club Italia, Passione Peugeot e 205.it. Tante realtà che alimentano la passione di tanti estimatori della Casa del Leone, avvicinando al mondo del collezionismo anche molte giovani leve.
Proprio per incrementarne il numero, il Club Storico Peugeot Italia ha inaugurato recentemente il nuovo sito internet (www.clubstorico.peugeot.it) e ha presidiato maggiormente il mondo dei social, creando una nuova forma di dialogo con queste nuove generazioni. L’universo Youngtimer è in arrivo ed i nuovi appassionati delle Peugeot più recenti hanno il diritto di scoprire la tradizione e la straordinaria e lunghissima storia industriale dell’azienda di Sochaux.

Al Club Storico Peugeot Italia – affiliato alla grande famiglia internazionale riunita attorno a “L’Aventure Peugeot Citroen DS” – va, inoltre, il merito di importanti scoperte, come quella di aver retrodatato la “comparsa” della prima auto in assoluto circolante sulle strade italiane. Proprio una Peugeot.. Consegnata “a mano” direttamente dalla Francia all’industriale tessile Gaetano Rossi il 2 gennaio 1893 a Rocchette Piovene (Vicenza), era la Type 3 Tipo telaio numero 25, con quattro posti ed un motore due cavalli di potenza, dotata anche di capote, strapuntini e “tablier”.

Il traguardo dei vent’anni merita però una riflessione. In questi due decenni il mondo è cambiato enormemente, è cambiato il mondo della comunicazione e in qualche modo anche quello dell’auto, ma non certo quello della passione per essa che, anzi, andrà valorizzata con sempre nuovi stimoli, attraverso nuovi canali e modalità di interazione con gli appassionati. Il Club Storico Peugeot Italia è pronto per questa nuova sfida, carico d’entusiasmo. Una sfida che lo vedrà ancora protagonista del cambiamento.

giovedì 13 dicembre 2018

Run4Piro, una marcia in pista per ricordare Fabrizio Pirovano, il "Re di Monza"


Una marcia solidale per ricordare il campione di motociclismo Fabrizio Pirovano e soprattutto sostenere, come lui avrebbe voluto, la Fondazione Oncologia Niguarda Onlus. Domenica 16 dicembre al Monza Eni Circuit si correrà la terza edizione della Run4Piro, una marcia non competitiva intitolata al "Re di Monza", prematuramente scomparso nel 2016. La partenza è alle 9.30 nei pressi della tribuna Parabolica esterna (ingresso in Autodromo da via Vedano a Monza).
Tre i percorsi tra cui scegliere con differenti chilometraggi: 2,5 km, 5,8 km e 11,6 km. Sarà possibile iscriversi anche prima della partenza, dalle 8.30, al costo di 10 euro. I primi mille partecipanti riceveranno in regalo la speciale t-shirt commemorativa dell'evento. Verranno inoltre premiati i più veloci nella categoria uomo e donna sul percorso da 11,6 chilometri. Al termine della manifestazione, gli organizzatori offriranno a tutti una fetta di panettone.
Il ricavato derivato dalle iscrizioni sarà devoluto alla Fondazione Oncologia Niguarda Onlus che si occupa di persone affette da patologie oncologiche, attraverso lo sviluppo ed il potenziamento delle attività di ricerca, di assistenza e di terapia per l'Oncologia del Niguarda Cancer Center del Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano. Maggiori informazioni sull'evento sono su www.monzanet.it (d.c.)

Automobile Club Milano: un nuovo approccio per gestire la sosta in città


La sosta rappresenta uno dei problemi di maggior criticità nelle nostre città e da tempo Automobile Club Milano propone indagini e soluzioni per meglio gestirla nell’ottica di una circolazione dei mezzi che sia più fluida e sicura. 
Il nuovo approfondimento promosso dalla Commissione Mobilità dell’Ente riguarda il fenomeno della sosta vietata e della quantificazione della possibilità che le infrazioni vengano sanzionate. Ovvero, come precisa il prof. Marco Ponti, economista dei trasporti e componente della Commissione, è importante “definire il costo probabilistico della sanzione rispetto all’utilità dell’infrazione”. 
A questo proposito è stata eseguita per conto di AC Milano un’apposita rilevazione, grazie alla collaborazione delle Polizie Locali e a cura della società TRT, nei comuni di Milano e di Lissone, ovvero nel grande capoluogo e in una significativa realtà dell’area metropolitana. La presentazione e il commento dei risultati sono stati al centro di un convegno che ha visto protagonisti vari componenti della Commissione Mobilità ACM. 
Pietro Garbagnati e Ferdinando Longobardo, rispettivamente commissario capo della Polizia Locale di Milano e comandante della Polizia Locale di Lissone, hanno nei loro interventi evidenziato come la domanda di sosta sia generata da un insieme di componenti: l’indice di motorizzazione ancora elevato, la crescente domanda di spostamenti per la distribuzione delle merci e dalla crescita degli spostamenti più in generale di tipo occasionale. 

“Se la presenza delle auto in sosta sulla sede stradale determina una riduzione della capacità stradale nel suo complesso tale da richiederne in alcuni casi l’eliminazione sulla rete stradale, l’occupazione di parte di essa in modo irregolare, amplifica la criticità in termini non solo di congestione del traffico ma anche dei livelli di sicurezza. 

Il fenomeno della doppia fila lungo alcune arterie di scorrimento, ad esempio, piuttosto che della sosta in prossimità o in corrispondenza delle intersezioni, sono solo alcuni aspetti di un fenomeno diffuso nelle nostre città che incidono in modo significativo sull’infortunistica stradale. 
Tra i principali interventi che potrebbero consentire di raggiungere l’ambizioso obiettivo dettato dall’Unione Europea di abbattere del 50% la mortalità sulle strade urbane, nel decennio 2010-2020 rientrano a pieno titolo anche gli interventi diretti sulla sosta, attraverso politiche e opere di moderazione del traffico per una migliore progettazione delle infrastrutture stradali. 

Ottenere quindi un elevato grado di sicurezza di una infrastruttura stradale, molto dipende dalla conoscenza di dettaglio del fenomeno incidentale, delle caratteristiche fisiche della strada, del ruolo che assolve nel contesto della mobilità in cui è inserita oltre che dalla modalità d’uso da parte degli utenti. 

Con queste premesse è stato dato avvio ad una specifica campagna di rilevamento della sosta irregolare in due distinte realtà urbane, Milano e Lissone: diverse per dimensione ma simili per offerta e domanda di sosta. Lo scopo è stato quello di comprendere quanto potenzialmente incida anche in termini di sicurezza stradale, il fenomeno della sosta irregolare, sull’economia gestionale di una città e come sia possibile, calibrare meglio gli interventi generali di pianificazione e organizzazione viabilistica, partendo da una solida e coerente base di conoscenza di questi fenomeni riscontrati sul territorio.” 

Dall’indagine svolta, i cui risultati sono stati illustrati dal direttore della società Trasporti e Territorio Fabio Torta, è emerso quanto le infrazioni relative a “divieti di sosta” incidano maggiormente rispetto a quelle irregolari in “doppia fila”. Fenomeno registrato a Milano come a Lissone. 
Nello specifico, grazie ad un innovativo strumento tecnologico di rilevazione, le infrazioni stimate in un mese tipo a Milano sono circa 2.840.000, di cui 508.000 soste in doppia fila e 2.332.000 per divieto di sosta. A Lissone le infrazioni sono in un mese 17.234, di cui 3.365 soste in doppia fila e 13.869 divieti di sosta. 

Il rapporto fra infrazioni sanzionate e quelle stimate indica che a Milano (3,6%) c’è una più alta probabilità di sanzioni rispetto a Lissone (0,34%). In doppia fila la percentuale sale al 5,0% a Milano, mentre è praticamente pari a 0 a Lissone. Quindi a Milano si può prendere una multa 1 volta su 28 divieti di sosta commessi, 1 volta su 20 se la sosta è in doppia fila. A Lissone addirittura ogni 294 divieti di sosta, praticamente mai in doppia fila. 

“La sosta vietata quindi oggi conviene - ha commentato il prof. Ponti – il rischio per chi infrange le regole è pari al costo di un caffè”. Bisogna invertire la rotta e innescare un percorso virtuoso per migliorare la fluidità del traffico e per migliorare la sicurezza stradale. “Non occorre aumentare le sanzioni esistenti, ma rendere elevata la probabilità di essere sanzionati, come accade nei Paesi sviluppati, per esempio negli Stati Uniti patria dell’automobile. La certezza delle sanzioni ne abbatte grandemente e rapidamente il numero, così come abbatte il costo del mantenimento della disciplina stradale: infatti il personale e/o i dispositivi di controllo si riducono in una spirale virtuosa.” 

“La richiesta di un maggiore rigore per punire le infrazioni di divieto di sosta – ha sostenuto nelle conclusioni il presidente della Commissione Mobilità Cesare Stevan – rientra in un percorso complessivo di coerenza seguito da più di vent’anni da AC Milano. La politica della sosta era ed è una delle priorità della circolazione nelle aree urbane, fondamentale per riconsegnare le strade alle loro funzioni di scorrimento delle auto, per migliorare ambientalmente gli spazi urbani, per favorire l’interscambio fra modalità di trasporto. 

La politica della sosta che chiediamo da anni prevede il rispetto delle regole, la costruzione di nuovi parcheggi, il potenziamento degli impianti di corrispondenza, il maggior utilizzo delle autorimesse oggi poco frequentate, la possibilità del pagamento della sosta da parte dei residenti negli spazi a loro riservati su suolo pubblico e che i proventi delle multe per divieto di sosta e dalle varie tariffazioni siano destinati alle nuove necessarie infrastrutture. 

Considerando poi che la quasi totalità delle operazioni di carico/scarico avviene in doppia fila, è necessario, oltre ad una minore tolleranza delle infrazioni, soprattutto attivare un nuovo modello organizzativo della distribuzione urbana delle merci, garantendo ad esempio aree dedicate tecnologicamente attrezzate. Ciò può consentire un significativo abbattimento della congestione prodotta da tale traffico, anche a vantaggio degli stessi operatori”. 

Il convegno è stato aperto dal saluto del presidente dell’Automobile Club Milano, Geronimo La Russa, che ha sottolineato l’importanza del lavoro di studio della Commissione ACM volto ad indagare i comportamenti scorretti che si manifestano nelle nostre strade: “Per una mobilità più scorrevole e sicura è necessario un nuovo rigore che deve riguardare tutti gli utenti: automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni. Tutti devono contribuire ad una maggiore consapevolezza dei rischi per conseguire finalmente una significativa riduzione dell’incidentalità stradale”.


Kessel Racing con un team di sole donne alla "Gulf 12 Hours""

Il Team Kessel Racing schiererà anche un team di sole donne alla prossima "The Gulf 12 Hours", in programma sul circuito di Yas Marina ad Abu Dhabi il 15 dicembre. Quest'anno, Kessel Racing, che ha vinto tre edizioni consecutive della corsa, sarà in gara con Manuela Gostner, Rahel Frey, Michelle Gatting nel trofeo Pro-AM sulla Ferrari 488 GT3 numero 83.
Il team è ufficialmente supportato dalla Commissione FIA Women In Motorsport. La Commissione ha più di 70 rappresentanti nel mondo, la cui missione è aiutare a implementare iniziative nei loro rispettivi paesi al fine di creare una cultura del motorsport che faciliti la partecipazione delle donne.

mercoledì 12 dicembre 2018

Monza Rally Show / Giacomo Ogliari soddisfatto della Citroen C3 R5


Il Monza Rally Show ha visto tra i protagonisti anche la nuova Citroen C3 R5 della G Car Sport Racing: a portarla in gara è stato il pilota milanese Giacomo Ogliari che coadiuvato dall’esperto Lorenzo Granai, ha disputato una buonissima gara contro ben oltre sessanta piloti appartenenti alla medesima categoria, la R5. Sorpassi, staccate al limite, chicane aperte e gomme finite sotto la macchina: questo e ancora molto altro è stato il Monza Rally Show di Ogliari che ben conoscendo le dinamiche della kermesse brianzola, sdrammatizza pensando alla cosa più bella del fine settimana ossia la vettura appena arrivata in G Car.

“Siamo soddisfatti” ha commentato Ogliari; “abbiamo usato per la prima volta questo nuovo modello di Citroen che la GCar ha preparato a tempo di record per permetterci di essere a Monza visto che è arrivata dalla Francia solo alla vigilia della gara. Abbiamo fatto una buonissima corsa condizionata da una grossa perdita di tempo: una chicane sollevata da un nostro avversario è finita sotto la nostra vettura per cui Lorenzo Granai è dovuto scendere dalla C3 per rimuovere gli pneumatici incastrati sotto la slitta paracoppa con conseguente perdita di oltre un minuto e mezzo; questo però fa parte dei giochi e lo sappiamo molto bene, motivo per il quale non disperiamo. E’ stato un piacere nonché un onore portare al debutto questo gioiello nel quale GCar ha subito creduto e dopo averla provata devo dire che non posso dargli torto!”

Ogliari ha poi parole di ringraziamento per tutti: “Sono contento di aver potuto condividere l’abitacolo con Lorenzo Granai che è uno stimato professionista  e già campione italiano ed europeo. Spero di poterlo riavere al mio fianco quanto prima: vorrei ringraziare tutti gli sponsor che mi hanno supportato, la GCar Sport Racing e tutti i fan presenti: a loro e a tutti quanti auguro un sereno Natale ed uno splendido anno 2019!”. (Luca Del Vitto)

- Foto Luca Roncari

Il calendario 2019 del Campionato Italiano Sport Prototipi.

Partirà da Vallelunga la stagione 2019 del Campionato Italiano Sport Prototipi. La serie tricolore, da quest'anno riservata alle velocissime Wolf GB08 Thunder motorizzate Aprilia RSV4, guarda alla nuova stagione puntando anche ad aumentare il successo di partecipazioni registrato alla sua prima annata in monomarca.
Sei le tappe del calendario 2019: dopo l'appuntamento inaugurale del 5 maggio a Vallelunga, sarà la volta di Misano (19/05), Imola (23/06), Mugello (21/07), di nuovo Vallelunga (15/09) per affrontare il gran finale nel weekend del 6 ottobre a Monza.
Confermato l'assetto regolamentare tecnico e sportivo, mentre nelle prossime settimane si andrà a comporre lo schieramento di squadre al via della nuova stagione.

NASCAR Whelen Euro Series, Solaris Motorsport prepara la stagione 2019

Solaris Motorsport è già proiettata alla prossima stagione. Confermato l'impegno nella NASCAR Whelen Euro Series, il team di Pescara vuole ora trovare nuovi piloti per prepararsi al meglio per il 2019 che vedrà un appuntamento in più in calendario portando così a 7 eventi e 13 gare la schedule del nuovo anno. Riconfermati i tracciati di Valencia, Franciacorta, Brands Hatch, Hockeneheim e Zolder, il 2019 vedrà l'arrivo della tappa di Most, in Repubblica Ceca, mentre il round su ovale si sposterà dalla Francia al veloce speedway di Venray, in Olanda.

"Dodici mesi dopo siamo ancora più convinti della scelta fatta un anno fa." esordisce Roberto Sini, Team Principal della Solaris Motorsport. "Con un budget decisamente contenuto, inferiore a tante serie italiane, abbiamo preso parte ad un campionato europeo con visibilità in tutti e cinque i continenti. I Campioni 2018 sono appena stati premiati negli Stati Uniti nel cuore della NASCAR americana e ad ogni gara siamo stati sommersi da una quantità di pubblico che non si vedeva dai tempi del Superturismo anni '90 o più recentemente dalla Superstars. Il tutto con una vettura decisamente interessante e divertente da guidare, con gare maschie permesse anche da un costo ricambi decisamente basso. Con due Campioni e 5 vincitori di Trofei c'è spazio per ogni tipo di pilota, da quello in erba, al professionista, a chi vuole divertirsi. Tutti possono puntare a portare a casa una gara negli Stati Uniti come premio e dal prossimo anno si aggiungeranno anche nuove opportunità. Credo sia difficile trovare altrettanta qualità e sostanza altrove. Come Solaris dobbiamo passare allo step 2, mettere a frutto tutto ciò che abbiamo imparato e trovare un pilota per la Divisione ELITE 2 e, perchè no, magari anche allestire una seconda auto. Ed è quello per cui stiamo lavorando."

"La vettura mi ha sorpreso molto, all'inizio fa uno strano effetto, è decisamente diversa da qualsiasi tipo di auto che abbiamo qui in Europa: gomme, cambio, handling, ma bastano pochi chilometri per prenderci la mano e divertirsi, è una vettura sincera e veloce. Più di una TCR o di una GT4, con costi inferiori anche di un terzo." ha commentato Francesco Sini, che a Brands Hatch ha conquistato il suo primo podio NASCAR. "Il parco piloti è di assoluto livello, tra ragazzi cresciuti con queste vetture e top driver provenienti dal GT di lotta in pista ce n'è molta. Per preparare al meglio il 2019 vogliamo iniziare quanto prima con diverse sessioni di test e, come Solaris, vogliamo trovare altri piloti che si vogliano unire a noi in questa avventura: avremo così modo di avere più informazioni e progredire prima e meglio. L'EuroNASCAR è la vettura ideale per chi vuole fare carriera nel motorsport e non ha budget faraonici. Con quello che serve per una stagione in GT qui si fanno due anni al top puntando a venire premiati negli Stati Uniti e farsi notare anche oltreoceano. Non c'è paragone."

- Photo credits: Stephane Azemard / NASCAR Whelen Euro Series

Tutto il Tricolore Rally in "Cir Collection 2018"


Cir Collection 2018 è la prima raccolta fotografica dedicata al Campionato Italiano Rally, che ha assegnato l’undicesimo titolo Piloti in carriera a Paolo Andreucci e quello Costruttori a Ford, abbinata ai report di Aci Sport. Un’opera elegantissima, a colori, stampata su carta di qualità fotografica e con copertina rigida, al cui interno vi sono le cronache dei giornalisti della federazione italiana e le immagini dei loro fotoreporter, tra cui Massimo Bettiol, certamente il più rinomato. 
Aci Sport ha affidato al giornalista Marco Cariati la cura dell’opera. Il risultato sono 122 pagine, oltre a diverse centinaia di immagini, che ricostruiscono un intero campionato. Un capitolo per ogni gara con i pronostici e le cronache delle varie tappe e le relative top ten assolute. Ma non solo. Il volume, nella sua sezione finale, viene impreziosito dalle statistiche relative alle prove speciali (gara per gara e categoria per categoria) del direttore del mensile RS Rally e Slalom, Gianni Cogni, e dalle classifiche assolute di ciascuna prova del Campionato Italiano Rally, oltre che delle classifiche del campionato. 

“E’ stato un piacere ed un onore poter curare questo volume e poter lavorare con piacere per creare un prodotto di alta qualità in grado di interessante i semplici appassionati e, contemporaneamente, rivelarsi utile e prezioso strumento per i protagonisti del Campionato Italiano Rally e per i loro sostenitori. Ho cercato di non dimenticare mai quanti sacrifici fanno gli equipaggi, privati e non, per disputare una stagione di rally tricolore e ho cercato di valorizzare al massimo il materiale che ho avuto a disposizione. Per questo, mi sento di ringraziare, oltre che Luca Bartolini e Marco Rogano, in primis l’ingegnere Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Aci e di Aci Sport, che ha confermato la sua grande passione per i rally permettendo l’iniziativa e condividendo l’importanza della promozione cartacea del Cir su un prodotto da collezione. Ringrazio anche chi ha corso perché, solo grazie a loro, è stato possibile realizzare Cir Collection” il commento dell'autore.

Il libro è edito e stampato da Lulu.com, casa editrice americana che ha nella qualità della carta il suo punto di maggiore forza, ed è in vendita sul sito della casa editrice. I pagamenti accettati sono i tradizionali: carta di credito e PayPal. Cir Collection 2018 è venduto ad un prezzo di 34,50 euro. Inserendo il codice “ONESHIP” in fase di acquisto è possibile avere uno sconto del 50% sulle spese di spedizione. 







AutoStoriche / Monza Rally Show sofferto per la Scuderia Palladio Historic



Con l'ultima fatica stagionale, il Monza Historic Rally Show, si è ufficialmente chiusa la stagione sportiva della Scuderia Palladio Historic che all'evento svoltosi sulla pista lombarda era presente con tre equipaggi più un quarto, che occasionalmente era portacolori di un'altra scuderia.

Dopo tre giorni di gara, la miglior prestazione sulle veloci ed insidiose prove della tre giorni monzese è stata realizzata dalla BMW M3 Gruppo A di Massimo Zanin e Simone Stoppa (nella foto): per loro la settima posizione assoluta oltre alla quarta di classe e di 4° Raggruppamento grazie ad una gara regolare. Riccardo Bianco e Fabrizio Handel, dopo un convincente inizio, sono stati rallentati da una ripetuta rottura del manicotto del turbo della Ford Sierra Cosworth 4x4 Gruppo A: per loro, la gara si è chiusa in undicesima posizione assoluta e sesta di classe. Ancora più travagliata l'esperienza del rientrante Fabrizio Sorgato il quale, sulla Ford Sierra Cosworth Gruppo A condivisa con Mauro Peruzzi, ha patito una duplice rottura della leva del cambio, oltre a problemi ai freni. L'obbiettivo del duo era di concludere la gara e di pensare solo allo spettacolo e l'aver visto il traguardo dopo tutti gli inconvenienti è stata comunque una soddisfazione.

In gara anche un quarto pilota della scuderia vicentina, Maurizio Visintainer, che per l'occasione era portacolori della scuderia del proprio navigatore "Fiore" e va comunque menzionata l'ottima gara alla guida della BMW M3 Gruppo A che li ha visti salire sul quinto gradino dell'assoluta e sul terzo del podio di classe. (Andrea Zanovello)

- Foto Claudio Pezzoli/Reporter Press Agency

La Formula Class Junior chiude un 2018 positivo e prepara la svolta elettrica


La premiazione dei piloti e del team campione 2018 presso la Dallara Academy di Varano de' Melegari ha concluso ufficialmente la stagione della ritrovata Formula Class Junior Italia. A ritirare il trofeo di campione assoluto, come nella stagione 2017, è stato Paolo Collivadino, che ha preceduto nella classifica generale Giuliano Zecchetti e Massimo Galli. Per il Team Riponi il premio riservato alle scuderie. Gli altri premi sono andati a Tiziano Frattini (Super Junior), Andrea Bollini (Trofeo Sandro Corsini), Marco Brambilla (Trofeo Alberto Baglioni) e Paolo Coppi (Trofeo Corsini).

E' positivo il bilancio della seconda edizione di un campionato dato per finito e che l'organizzatore è riuscito a rilanciare. Con impegno e passione. Per Andrea Tosetti è stata una scommessa, vinta alla grande.

ANDREA TOSETTI
"Riportare la Junior ai vertici era ciò che volevo e grazie a tutti i piloti che amano questa categoria ci sono riuscito. Il merito è loro, io ho solo confezionato il pacchetto seguendo il mio gusto con regole attuali e costi coerenti, dandogli visibilità e importanza. I piloti lo hanno riempito di passione" il suo commento a luci spente ma già al lavoro per il prossimo campionato. Primo semaforo verde al Cremona Circuit tra poco più di cento giorni.

"E’ stata una stagione piena di conferme ma anche con qualche imperfezione regolamentare che colmerò nel 2019, Non si smette mai di imparare." - prosegue Andrea Tosetti - "Non ci saranno stravolgimenti regolamentari, solo più verifiche nel rispetto delle regole e alcuni piccoli cambiamenti che credo alzeranno l’asticella. Correremo con le gomme slick abbassando ulteriormente i costi ma lasciando la libertà di utilizzare anche gomme ogni tempo. Le gare passeranno da 12 a 14 in 7 tappe. Vorrei spingere di più la SuperJunior, che dovrebbe essere l’evoluzione contemporanea della categoria".

PAOLO COLLIVADINO CON I FRATELLI RIPONI,
PROTAGONISTI DELLA STAGIONE 2018
In arrivo anche una novità importante per la formula più longeva dell'automobilismo sportivo nazionale: "porteremo in pista per la prima volta una monoposto nuova totalmente elettrica dai costi contenuti che deriva dalla Formula Junior e che svilupperemo durante la stagione" annuncia un Andrea Tosetti davvero instancabile, che segue anche l'organizzazione di nuovi campionati per auto storiche. Avremo, insomma, una Formula Junior E.

"Credo nell’evoluzione tecnica ma sempre con protagonista il pilota." - conclude Andrea - "Un principio insegnatomi dalla Formula Junior che è viva più che mai anche se è nata nel 1965". Ovviamente buona parte del merito è sua.


martedì 11 dicembre 2018

Maserati e Ligier per Villorba Corse alla 12 Ore del Golfo


- 10 dicembre 2018 - Ad Abu Dhabi va in scena l'ultimo atto della stagione 2018 di SVC The Motorsport Group e di Villorba Corse. In attesa di intraprendere nuovi programmi con la propria divisione clienti nel Golfo, la struttura diretta da Raimondo Amadio da giovedì 13 a sabato 15 dicembre affronta la classica Gulf 12 Hours con ben tre equipaggi e tre vetture iscritte in classi differenti. 
Per il ritorno allo Yas Marina Circuit (dove Villorba Corse colse un successo nel 2016), il team trevigiano schiera un prototipo Ligier JS P3 di classe LMP3 e due Maserati GranTurismo MC in configurazione GT4, ovvero le auto con le quali Villorba Corse ha vinto quest'anno la classifica Team della GT4 Central European Cup e che per l'ultima volta impiegherà proprio in occasione della 12 Ore del Golfo.

Sulla Ligier sarà protagonista un equipaggio tutto svizzero che vedrà alternarsi al volante Michele Calamia, Stefano Monaco, Roberto Pampanini e Nicolas Sturzinger. Sulle Maserati spazio ai polacchi Piotr e Antoni Chodzen e al trevigiano Patrick Zamparini sulla numero 50 e al tedesco Thomas Herpell, Michele Camarlinghi, Matteo Franceschetti e l'altro trevigiano Giuseppe Fascicolo sulla numero 90. La gara, suddivisa in due parti di 6 ore ciascuna, si disputa sabato 15 dicembre a partire dalle ore 9.


Raimondo Amadio: “E' sempre una sfida intensa ed emozionante concludere la stagione alla 12 Ore del Golfo, appuntamento che ci ha visto protagonista in molte occasioni. Quest'anno schiereremo tre auto e addirittura un totale di undici piloti con un grande lavoro di squadra. L'obiettivo è di chiudere in bellezza un'annata molto lunga e difficile che ci ha consentito di crescere ancora per proiettarci con rinnovata forza e sempre più motivazioni nel 2019”.

Romolo Tavoni, il ragioniere delle corse


> di Luciano Passoni

La figura è elegante, a dispetto dell’età e di qualche acciacco riceve gli amici o quanti vogliono incontrarlo molto volentieri. Apre la porta della sua casa e ci accoglie con una voce ancora austera e ferma. Il taccuino, le foto, il registratore o lo smartphone, c’è l’imbarazzo per il cronista su che cosa fissare quel fiume in piena di ricordi, aneddoti e episodi che racconta con passione, quasi fossero successi ieri, ed invece abbracciano più di mezzo secolo di storia dello sport auto, vissuta dalle stanze dei bottoni all’asfalto delle piste. Sempre in prima linea, meglio in pole position visto l’argomento, per lui arrivato quasi per caso in un mondo che non conosceva. Fresco di diploma comincia alle Officine Alfieri Maserati, poi prevale il desiderio del posto fisso e sicuro, e si ritrova giovane ragioniere di una banca. E’ l’Istituto Bancario che lo manda in missione alla Ferrari, Il compito è di tenere sotto controllo i conti dell’azienda del cavallino che passavano attraverso un prestito dell’Istituto stesso. Lavora, letteralmente parlando, al fianco del signor Enzo, nella stessa stanza con un tavolo, due sedie ed un armadio. Il caratterino del commendatore non tardò a manifestarsi, ma niente di preoccupante quando urlava, il problema vero era quando stava in silenzio. Finito il suo compito ed in procinto di tornare alla sede Enzo Ferrari, che evidentemente lo ritiene prezioso, lo assume direttamente, così comincia la sua “carriera”. Non esiste un ruolo ed una mansione, si lavora e basta, in azienda o sui circuiti, in Italia e nel resto del mondo. Sono gli anni in cui il cavallino rampante diventa leggenda, con le vittorie a grappoli nelle corse più importanti, dalla formula uno agli sport prototipi. Trionfi che servono ad incentivare le vendite. Ricorda ancora bene come nel mese successivo ad una vittoria di Le Mans gli ordini raddoppiavano, osservazione che ci riporta il pragmatico ragioniere sempre attento ai conti. Ma ovviamente è la parte sportiva che prende il sopravvento negli episodi, nelle storie e nelle vicende umane che hanno arricchito e riempito la sua esistenza di sensazioni e di emozioni irripetibili. Conoscendo la nostra provenienza inevitabile parlare di Eugenio Castellotti, la distanza del tempo attenua il dolore ma non la memoria, per lui e per il gruppo di piloti definiti “gli indisciplinati” (cit. da Luca Delli Carri), storie di vite vissute nel mito della velocità, consapevoli che ad ogni curva un rischio, con il traguardo che troppo spesso non era rappresentato dalla bandiera a scacchi. Con loro un elenco infinito di nomi, di uomini e di donne, vicende intrecciate, nel bene e nel male, nelle gioie e nelle tragedie. Tanti episodi finiti in dramma e qualche curiosità degna di telefilm d’azione, come si diceva una volta. Così è il racconto del G.P. del Venezuela che sanciva la vittoria nel Mondiale Marche del 1957, a scapito di Maserati, l’avversario scomodo posto all’altro lato della via Emilia. La missione di vincere gara e mondiale è portata felicemente a termine. Il problema è portar fuori da quel paese il trofeo destinato al vincitore, qualche chilo d’oro che suscita l’interesse di molti e mette nel dubbio l’onestà di tanti. Viene studiato un percorso alternativo dal circuito all’aeroporto, con l’aiuto di un residente italiano che lavora per una compagnia petrolifera e tra autocisterne, bagagliai, doppifondi e finte valigie il trofeo arriva nella bacheca di Maranello. E’ l’ATS con il gruppo di tecnici e dirigenti fuoriusciti da Ferrari che lo allontana dall’azienda. L’ avventura finisce molto presto, errori madornali nella conduzione finanziaria e mondo delle corse sembra destinato per lui a restare un ricordo del passato. Un uomo con la sua esperienza e capacità non può non destare interesse e arriva la chiamata dell’ACI Milano, che significa in sostanza Monza. Romolo Tavoni diventa così il braccio esecutivo di Luigi Bertett, presidente del sodalizio milanese, sarà lui a tradurre in pratica un’idea del dirigente milanese che si rivelerà geniale: la creazione di una formula addestrativa per giovani piloti. Nasce così la Formula 875 Monza e anche il mito di Tavoni, associato per sempre a quel straordinario periodo sportivo. Un progetto che non avrà più eguali, fatto non solo da un’idea di vettura, ma legato alla logistica del circuito, alla giornata di gare e all’economia dei partecipanti, vedi prove gratuite e semplicità regolamentari. Con il tempo e successivi passaggi la categoria ha poi perso il suo valore formativo e, ad oggi, possiamo considerarla come una eredità che è andata purtroppo dispersa. Non è certo qualche campionato monomarca, più o meno sostenuto da federazioni od enti sportivi generalisti, con costi comunque insostenibili, che possa paragonarsi al glorioso passato. Da qui forse anche la mancanza di piloti italiani agli alti livelli internazionali nel settore monoposto. Tutto questo lo vede naturalmente sempre attento e curioso, ma il tempo trascorso è veramente tanto e il rammarico non può tradursi, per la sua generazione, in azione, mentre per quelle nuove sembra contare di più l’apparire che l’essere, con le scuole piloti sostituite dagli addetti stampa e dai manager, attenti al colore della vettura o del casco, alla location, alle ospitality e con la pratica in pista comprata su Google Play. Per rifarci da questo velo di amarezza, torniamo con lui al mito del passato e ripassiamo, sfogliando il libro Melegnano Motori, le tante storie che riguardano proprio l’epopea delle “pettarelle”. Poi la nostra cronaca della tappa di Lodi della Mille Miglia gli ricorda un suo ultimo passaggio da Guidizzolo (MN), cittadina che vide l’incidente di De Portago con la Ferrari, episodio che mise fine, oltre alle vite delle vittime, alle corse su strada in Italia. Un ricordo struggente, il riconoscimento del corpo che dovette fare nella sua qualità di rappresentante della Ferrari, del pilota spagnolo, uno degli “indisciplinati”, che al pari di Eugenio Castellotti diede molto lavoro alla stampa “rosa” dell’epoca. Nell’occasione lo lasciò di stucco la visione del monumento, posto in quel luogo; non si capacitava dell’aspetto poco curato, irrispettoso per i caduti di quella tragedia, tanto da recarsi in Comune, non solo per protestare, ma offrendosi per le spese occorrenti a ridare dignità a quella gente e a quell’episodio. Finisce così, tra dediche ed autografi; vuole anche il nostro sul libro che gli abbiamo donato e che oggi è là, su quella mensola prestigiosa, insieme a chissà quali storie e quali scrittori. Lo abbracciamo, non solo idealmente, e ci invita a ritornare, quando in realtà noi non vorremmo proprio andarcene, per sentire e gustare chissà quante altre storie. Lui prende la bandiera a scacchi e sale sul podio di Monza, la sventola con autorità scrivendoci un’ultima dedica: “Questa è la parte che mi ha dato più soddisfazione, Romolo Tavoni”. 

(P.S. Ringraziamo l’amico Lello Soncini che ci ha “raccomandato”, aiutato e accompagnato in questo incontro. La dedica di Romolo Tavoni (foto in alto) è sulla fotografia posta sul libro “TROFEO CADETTI: una storia che continua”, di Massimo Campi e Roberto Chinchero – Promit Edizioni – 1996)

Romolo Tavoni, a sinistra, con Luciano Passoni
e Lello Soncini, storico ufficiale di gara a Monza