giovedì 1 giugno 2023

Grand Prix Classic: Roberto Vanni nella leggenda di Pau



La prima gara automobilistica che assumeva nel titolo la definizione, nel 1901, di GRAN PREMIO (GRAND PRIX), a cui seguì una seconda edizione, nel 1933, con un circuito cittadino che da allora è rimasto invariato. Stiamo parlando del Gran Prix di PAU, città francese situata in zona collinare (200 m/slm), a ridosso dei Pirenei e ad un centinaio di km dall'Oceano Atlantico, con una storia che ha visto il gotha dell'automobilismo mondiale, sia piloti che costruttori, percorrere le sue strade. Una competizione che ha avuto validità europea e mondiale in varie tipologie di campionati, sia formula che turismo. 


Roberto Vanni, pilota lucchese ed unico italiano in gara, ha voluto sfogliare le pagine di questa storia, partecipando alla edizione 2003 del PAU CLASSIC GRAND PRIX. L'occasione è arrivata tramite Christophe Vernet, pilota francese conosciuto in Italia alla Scuola Henry Morrogh, che lo ha proposto a Paul Vezin, presidente di Monoplace Passion, introducendolo in uno dei meeting da loro organizzati, e convincendo poi Dominique Craincourt ad affidargli, per questo evento, una Formula Ford Kent 1.6 del team Asphalte Racing. Sono le parole di quest'ultimo che descrivono al meglio le prestazioni di Roberto: -Non ho mai seguito un driver che non conosco, ma sono riusciti a trovare le parole e la persona giusta, Roberto, per convincermi. Nonostante qualche problema di comprensione per la lingua, ho apprezzato e sono rimasto stupito da un uomo di grandi qualità. Educato, calmo e soprattutto disponibile. La vettura è stata allestita al top confidando nella presenza di una persona nello staff che avesse peso e misure corporee simili, inoltre la sua esperienza con questa tipologia di auto ha facilitato i suoi miglioramenti costanti e continui per tutto il weekend di gara, grazie anche all'aiuto del secondo pilota Matthieu Mulot-.

-Nessun errore – continua Dominique – ed un crescendo di prestazioni lo hanno portato all'11° posto della classifica, che senza la safety car poteva essere 8° o addirittura 7° (ndr gara 1)-. -Un circuito mitico, bellissimo e difficile – conclude il team manager francese – con diversi campioni francesi al via, dove Roberto ha mostrato carattere, freddezza e talento". 

La cronaca delle giornate di gara ha visto 21 vetture alla partenza con Roberto Vanni in ultima fila, complice qualche goccia di pioggia che ha iniziato a cadere proprio durante le qualifiche, consigliando una andatura prudente. In gara 1, con la giusta dose di grinta, il pilota lucchese si è inventato qualche sorpasso "impossibile", anche a vetture superiori (1.8) chiudendo in 14° posizione. Gara 2, per via di un grosso incidente, è stata condotta per buona parte in regime di safety car, con poche possibilità di miglioramento la chiusura in 11° posizione è più che onorevole, considerato che buona parte degli avversari partecipano alle gare francesi con ben altra continuità ed esperienza, sia sulla vettura che sui circuiti.  Da questa città, balcone sui Pirenei, da questo circuito, intriso di storia, da questa leggendaria corsa, i sogni di un ragazzo si immergono ed esaltano la ovvia soddisfazione di Roberto che prescinde dal risultato ma è frutto di una passione per le quattro ruote scoperte e di ciò che rappresentano per le competizioni automobilistiche. In una gara la cui storia è stata scritta da Nuvolari, Ascari, Fangio, Clark, Brabham ed Hamilton tra i piloti, Bugatti, Maserati, Ferrari e Lotus tra i costruttori, tanto per fare solo qualche nome, mettere le ruote in quel tracciato è come assorbire l'essenza della passione, esaltata dal ritorno su una vettura, la Formula Ford, che era stata la prima con la quale era sceso in pista, ormai un ventennio fa. (Luciano Passoni)