giovedì 13 dicembre 2018

Automobile Club Milano: un nuovo approccio per gestire la sosta in città


La sosta rappresenta uno dei problemi di maggior criticità nelle nostre città e da tempo Automobile Club Milano propone indagini e soluzioni per meglio gestirla nell’ottica di una circolazione dei mezzi che sia più fluida e sicura. 
Il nuovo approfondimento promosso dalla Commissione Mobilità dell’Ente riguarda il fenomeno della sosta vietata e della quantificazione della possibilità che le infrazioni vengano sanzionate. Ovvero, come precisa il prof. Marco Ponti, economista dei trasporti e componente della Commissione, è importante “definire il costo probabilistico della sanzione rispetto all’utilità dell’infrazione”. 
A questo proposito è stata eseguita per conto di AC Milano un’apposita rilevazione, grazie alla collaborazione delle Polizie Locali e a cura della società TRT, nei comuni di Milano e di Lissone, ovvero nel grande capoluogo e in una significativa realtà dell’area metropolitana. La presentazione e il commento dei risultati sono stati al centro di un convegno che ha visto protagonisti vari componenti della Commissione Mobilità ACM. 
Pietro Garbagnati e Ferdinando Longobardo, rispettivamente commissario capo della Polizia Locale di Milano e comandante della Polizia Locale di Lissone, hanno nei loro interventi evidenziato come la domanda di sosta sia generata da un insieme di componenti: l’indice di motorizzazione ancora elevato, la crescente domanda di spostamenti per la distribuzione delle merci e dalla crescita degli spostamenti più in generale di tipo occasionale. 

“Se la presenza delle auto in sosta sulla sede stradale determina una riduzione della capacità stradale nel suo complesso tale da richiederne in alcuni casi l’eliminazione sulla rete stradale, l’occupazione di parte di essa in modo irregolare, amplifica la criticità in termini non solo di congestione del traffico ma anche dei livelli di sicurezza. 

Il fenomeno della doppia fila lungo alcune arterie di scorrimento, ad esempio, piuttosto che della sosta in prossimità o in corrispondenza delle intersezioni, sono solo alcuni aspetti di un fenomeno diffuso nelle nostre città che incidono in modo significativo sull’infortunistica stradale. 
Tra i principali interventi che potrebbero consentire di raggiungere l’ambizioso obiettivo dettato dall’Unione Europea di abbattere del 50% la mortalità sulle strade urbane, nel decennio 2010-2020 rientrano a pieno titolo anche gli interventi diretti sulla sosta, attraverso politiche e opere di moderazione del traffico per una migliore progettazione delle infrastrutture stradali. 

Ottenere quindi un elevato grado di sicurezza di una infrastruttura stradale, molto dipende dalla conoscenza di dettaglio del fenomeno incidentale, delle caratteristiche fisiche della strada, del ruolo che assolve nel contesto della mobilità in cui è inserita oltre che dalla modalità d’uso da parte degli utenti. 

Con queste premesse è stato dato avvio ad una specifica campagna di rilevamento della sosta irregolare in due distinte realtà urbane, Milano e Lissone: diverse per dimensione ma simili per offerta e domanda di sosta. Lo scopo è stato quello di comprendere quanto potenzialmente incida anche in termini di sicurezza stradale, il fenomeno della sosta irregolare, sull’economia gestionale di una città e come sia possibile, calibrare meglio gli interventi generali di pianificazione e organizzazione viabilistica, partendo da una solida e coerente base di conoscenza di questi fenomeni riscontrati sul territorio.” 

Dall’indagine svolta, i cui risultati sono stati illustrati dal direttore della società Trasporti e Territorio Fabio Torta, è emerso quanto le infrazioni relative a “divieti di sosta” incidano maggiormente rispetto a quelle irregolari in “doppia fila”. Fenomeno registrato a Milano come a Lissone. 
Nello specifico, grazie ad un innovativo strumento tecnologico di rilevazione, le infrazioni stimate in un mese tipo a Milano sono circa 2.840.000, di cui 508.000 soste in doppia fila e 2.332.000 per divieto di sosta. A Lissone le infrazioni sono in un mese 17.234, di cui 3.365 soste in doppia fila e 13.869 divieti di sosta. 

Il rapporto fra infrazioni sanzionate e quelle stimate indica che a Milano (3,6%) c’è una più alta probabilità di sanzioni rispetto a Lissone (0,34%). In doppia fila la percentuale sale al 5,0% a Milano, mentre è praticamente pari a 0 a Lissone. Quindi a Milano si può prendere una multa 1 volta su 28 divieti di sosta commessi, 1 volta su 20 se la sosta è in doppia fila. A Lissone addirittura ogni 294 divieti di sosta, praticamente mai in doppia fila. 

“La sosta vietata quindi oggi conviene - ha commentato il prof. Ponti – il rischio per chi infrange le regole è pari al costo di un caffè”. Bisogna invertire la rotta e innescare un percorso virtuoso per migliorare la fluidità del traffico e per migliorare la sicurezza stradale. “Non occorre aumentare le sanzioni esistenti, ma rendere elevata la probabilità di essere sanzionati, come accade nei Paesi sviluppati, per esempio negli Stati Uniti patria dell’automobile. La certezza delle sanzioni ne abbatte grandemente e rapidamente il numero, così come abbatte il costo del mantenimento della disciplina stradale: infatti il personale e/o i dispositivi di controllo si riducono in una spirale virtuosa.” 

“La richiesta di un maggiore rigore per punire le infrazioni di divieto di sosta – ha sostenuto nelle conclusioni il presidente della Commissione Mobilità Cesare Stevan – rientra in un percorso complessivo di coerenza seguito da più di vent’anni da AC Milano. La politica della sosta era ed è una delle priorità della circolazione nelle aree urbane, fondamentale per riconsegnare le strade alle loro funzioni di scorrimento delle auto, per migliorare ambientalmente gli spazi urbani, per favorire l’interscambio fra modalità di trasporto. 

La politica della sosta che chiediamo da anni prevede il rispetto delle regole, la costruzione di nuovi parcheggi, il potenziamento degli impianti di corrispondenza, il maggior utilizzo delle autorimesse oggi poco frequentate, la possibilità del pagamento della sosta da parte dei residenti negli spazi a loro riservati su suolo pubblico e che i proventi delle multe per divieto di sosta e dalle varie tariffazioni siano destinati alle nuove necessarie infrastrutture. 

Considerando poi che la quasi totalità delle operazioni di carico/scarico avviene in doppia fila, è necessario, oltre ad una minore tolleranza delle infrazioni, soprattutto attivare un nuovo modello organizzativo della distribuzione urbana delle merci, garantendo ad esempio aree dedicate tecnologicamente attrezzate. Ciò può consentire un significativo abbattimento della congestione prodotta da tale traffico, anche a vantaggio degli stessi operatori”. 

Il convegno è stato aperto dal saluto del presidente dell’Automobile Club Milano, Geronimo La Russa, che ha sottolineato l’importanza del lavoro di studio della Commissione ACM volto ad indagare i comportamenti scorretti che si manifestano nelle nostre strade: “Per una mobilità più scorrevole e sicura è necessario un nuovo rigore che deve riguardare tutti gli utenti: automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni. Tutti devono contribuire ad una maggiore consapevolezza dei rischi per conseguire finalmente una significativa riduzione dell’incidentalità stradale”.